Boeri: “vitalizi non sostenibili”, da tagli Senato 16 milioni di risparmi

20 Settembre 2018, di Mariangela Tessa

“Le regole dei vitalizi sono state sin dall’origine introdotte dal Parlamento in regime di autodichia senza contemplare una valutazione di giudici esterni. Tale autonomia è stata consapevolmente utilizzata per mettere in piedi un sistema insostenibile destinato a gravare in modo rilevante sui cittadini in aggiunta alla spesa destinata al pagamento delle indennità parlamentari”. 

È un passaggio della relazione sui vitalizi del presidente Inps Tito Boeri, presentata ieri a Palazzo Madama.

“Era chiaro fin dall’ inizio che i contributi versati non sarebbero stati sufficienti a coprire le spese per vitalizi. Eppure si è ritenuto per molte legislature di non intervenire. Addirittura si sono resi questi trattamenti ancora piu’ generosi. Si tratta percio’ di un’operazione, seppur tardiva, che va nella direzione di ridurre gli squilibri strutturali del sistema”, ha detto riferendosi al taglio sostenuto in particolar modo dal Movimento 5 Stelle.

Boeri ha poi ricordato che attualmente sono circa 2.700 i vitalizi pagati ai parlamentari italiani, per un costo stimato di quasi 200 milioni di euro. Secondo il numero uno dell’istituto di previdenza, sarebbe di altri 16 milioni il risparmio per lo Stato se si applicasse la delibera sul taglio dei vitalizi anche a Palazzo Madama.

Se il presidente dell’Inps dà quindi il suo totale sostegno alla misura voluta dal M5S, lo stesso non si può dire per la riforma delle pensioni.

“Sarebbe paradossale che nel momento in cui si chiede ai parlamentari di avvicinare i propri trattamenti al regime contributivo, si operasse in direzione opposta per altre categorie di lavoratori, concedendo loro uscite anticipate generalizzate senza alcuna riduzione attuariale e appesantendo di oltre cento miliardi il debito pensionistico che grava sulle giovani generazioni” ha detto in riferimento al superamento della legge Fornero tramite la cosiddetta quota 100.