Bocciate Intesa e Mps. “Monte Paschi, banca più vecchia del mondo ancora per poco”

18 Febbraio 2013, di Redazione Wall Street Italia

ROMA (WSI) – Monte dei Paschi di Siena, ormai nell’occhio del ciclone da settimane per lo scandalo dei derivati, viene colpita da un downgrade dall’agenzia di rating Egar Jones insieme a un’altra importante banca italiana, Intesa SanPaolo.

La qualità degli asset e il capitale sono le fonti di preoccupazione principali”, recita la nota dell’agenzia – I prestiti non performanti relativi al trimestre di marzo hanno rappresentato il 5,44% dei prestiti, in crescita rispetto al 4,9% dell’anno precedente. La copertura delle riserve, pari al 46%, ha bisogno di essere migliorata”. Egar Jones sottolinea anche che i prestiti non performanti sono per 14 miliardi di euro legati ai bond governativi spagnolo”. Il rating viene così abbassato a “BB+”, a causa di preoccupazioni legate ai debiti sovrani.

Su Intesa SanPaolo: “la qualità degli asset è migliorata ma rimane tuttora un problema. I prestiti non performanti relativi al trimestre di marzo costituiscono il 9,44% dei prestiti totali, con una copertura delle riserve del 51,9% (nell’anno terminante al dicembre del 2010, i prestiti non performanti erano il 9,36% dei prestutu totali, con una copertura del 49,9%). Il capitale è in qualche modo adeguato con un rapporto capitale/asset pari all’8,6% degli asset tuttavia, prendendo in considerazione i prestiti non performanti che non sono coperti da riserve, l’azionario è diluito al 5,82% degli asset. L’esposizione verso i debiti sovrani della Grecia è pari a 1,1 miliardi di euro. Noi rivediamo al ribasso il rating, a causa di timori sul debito sovrano dell’Italia”.

Ricapitolando, il rating sul debito di Mps viene abbassato da “BBB” a “BB+”, mentre quello di Intesa da “BBB-” a “BB+”. E Edgar Jones precisa anche. “Non crediamo che Mps rimarrà la banca che sopravvive da più tempo per molto ancora”.

Le ultime notizie relative a Mps riguardano l’arresto di Gianluca Baldassari, allora numero uno dell’area finanza dell’istituto, nell’ambito di un’operazione per presunta frode che ha portato al sequestro di 40 milioni di euro. Le prime manette sono scattate per ‘concorso in occultamento di un contratto’ con la banca Nomura.

L’Adusbef è passata intanto all’attacco contro Mario Draghi, al momento numero uno della Bce e ex governatore della Banca d’Italia. Alla Banca d’Italia, scrive in un comunicato riportato da Il Fatto Quotidiano “non mancano i poteri conferiti nell’esercizio della propria attività, ma la volontà dei vertici di porre fine a una gestione fraudolenta del credito e del risparmio”.

Elio Lannutti, intervistato di recente da Wall Street Italia, aveva affermato che “tutte le indagini sulla posizione di Antonveneta portano a una omessa vigilanza di Draghi, Tarantola” e Bankitalia in generale. “I subprime erano gia’ scoppiati. Quando Mussari (AD di MPS) voleva acquistare Antonveneta, Bankitalia aveva il dovere di non autorizzare l’operazione onerosa. Un nulla osta che portera’ quella banca al crack” prevedibile, appunto per via del contesto economico sfavorevole.

Ancora, l’agenzia Bloomberg aveva pubblicato un articolo. “Draghi’s Bank of Italy knew of Monte Paschi Missteps in 2010”, ovvero Mario Draghi, governatore di Bankitalia – e ora numero uno della Bce – sapeva delle irregolarità di Monte dei Paschi di Siena nel 2010.

L’intera vicenda ha messo in evidenza l’intreccio di poteri all’interno delle Fondazioni bancarie (leggi intervista), che in tutti questi anni hanno di fatto snaturato la loro identità, mettendosi al servizio della politica degli enti territoriali e intralciando la gestione delle banche.

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