Bocciata Robin Hood Tax. Ma danno a utility italiane “già fatto”

11 Febbraio 2015, di Redazione Wall Street Italia

ROMA (WSI) – La Corte Costituzionale ha dichiarato incostituzionale l’addizionale all’imposta sui redditi delle società, istituita nel 2008 a carico delle imprese del settore energetico, nota con il nome di Robin Hood Tax. La sentenza non avrà però effetti retroattivi in quanto, si legge, ciò “determinerebbe anzitutto una grave violazione dell’equilibro di bilancio ai sensi dell`art. 81 Cost.”.

Una eventuale restituzione dei versamenti tributari già effettuati, sottolinea la Corte, “determinerebbe, infatti, uno squilibrio del bilancio dello Stato di entità tale da implicare la necessità di una manovra finanziaria aggiuntiva, anche per non venire meno al rispetto dei parametri cui l`Italia si è obbligata in sede di Unione europea e internazionale”.

Detto questo l’addizionale Ires – nata come imposta sugli utili extra che le aziende attive nel settore dell’energia avrebbero guadagnato nel caso di una congiuntura economica favorevole – è una “maggiorazione di aliquota che si applica all’intero reddito di impresa, anziché ai soli sovra-profitti” .

E’ stata inoltre rilevata “l’assenza di una delimitazione del suo ambito di applicazione in prospettiva temporale o di meccanismi atti a verificare il perdurare della congiuntura economica che ne giustifica l’applicazione”.

Si evidenza infine “l’impossibilità di prevedere meccanismi di accertamento idonei a garantire che gli oneri derivanti dall`incremento di imposta non si traducano in aumenti del prezzo al consumo”.

Immediata la reazione del presidente di Assoelettrica, Chicco Testa: “Quasi sette anni di inutili polemiche ed un danno considerevole alle imprese del settore energetico e segnatamente di quello elettrico: tutto questo poteva essere evitato e speriamo che serva di lezione per il futuro”.

“Non possiamo che rallegrarci anche se appare imbarazzante che una simile decisione arrivi dopo così tanto tempo. Sulla incostituzionalità di quella norma non c’erano molti dubbi. Intanto il danno è stato fatto: una grossa manciata di miliardi di euro sottratti agli investimenti e allo sviluppo del Paese”.