BNP Paribas presenta al Fee Only 2019 Summit gli ESG Memory Cash Collect

7 Novembre 2019, di Redazione Wall Street Italia

Le potenzialità degli investimenti ESG in Italia e il ruolo del consulente

Il 29 e 30 ottobre si è svolto a Verona il Fee Only 2019 Summit, l’evento organizzato da Consultique e dedicato al mondo della consulenza finanziaria indipendente. L’appuntamento rappresenta da sempre un’occasione unica di networking per tutti i professionisti che già da anni hanno intrapreso questo percorso professionale, nonché un’opportunità per aggiornarsi sulle novità e gli aspetti che riguardano la professione e i
mercati finanziari. Tra i temi più interessanti e dibattuti a questo evento sicuramente vi è stato quello degli investimenti sostenibili. Un macrotrend inarrestabile quello ESG (Environmental, Social and Governance) su cui
BNP Paribas ha dedicato un intervento molto approfondito, volto a spiegare come sta evolvendo questo mercato, le sue potenzialità per i consulenti finanziari e che cosa la casa francese propone in materia. Visto il successo dell’intervento e l’interesse mostrato dal mondo della consulenza indipendente vogliamo riprenderne i punti salienti.

L’allocazione degli investimenti sostenibili in Italia e nel mondo

Secondo la Global Sustainable Investment Review 2018, edita da GSIA, il mercato degli investimenti sostenibili a livello globale è stato pari nel 2018 a 31 mila miliardi di dollari, cifra in crescita del 34% rispetto ai circa 23 mila miliardi del 2016. Di questi 31 mila miliardi, l’Europa rappresenta il 46% del totale e gli USA il 39%. Rilevanti anche i risultati della survey che BNP Paribas ha condotto nel 2018, rivolta a investitori con almeno
50.000 euro di valori mobiliari investibili. La survey restituisce un quadro chiaro: il 69% del campione intervistato conosce il tema ESG ma solo il 7% degli intervistati ha effettivamente investito in sostenibilità.

 

Esplicativo anche il dato sulla propensione ad investire in sostenibilità, che raggiunge l’80% del campione e ci vede primi in assoluto in Europa. Unendo questi dati, il quadro complessivo è estremamente significativo. A fronte di un incremento notevole su scala globale delle masse allocate negli investimenti sostenibili, l’Italia appare un mercato a grande potenzialità.
Infatti, nonostante una conoscenza del tema e una propensione elevata ad investire in ESG, le masse investite sono limitate. Tutto ciò fa degli investimenti sostenibili un macrotrend con ampi margini di crescita.

Il ruolo chiave dei consulenti finanziari nella scelta degli investimenti ESG

Sempre la survey stilata da BNP Paribas nel 2019 ci rivela inoltre quanto importante sia il ruolo del consulente finanziario in Italia e quanto esso sia indispensabile nel meccanismo di trasmissione di questa rivoluzione sostenibile nel mondo degli investimenti. La survey infatti dimostra in primo luogo l’attenzione dell’investitore verso il tema ESG: il 65% del campione ha espresso grande interesse nel ricevere informazioni sugli
investimenti ESG, una percentuale ben più alta di quella degli altri principali Paesi europei (al secondo posto la Germania con il 55%). A fronte di ciò, l’investitore italiano riconosce al consulente finanziario un ruolo chiave. Infatti, il 38% degli investitori ha sentito parlare del tema ESG dal proprio consulente bancario, una percentuale molto alta rispetto al resto d’Europa. Non solo, il 55% degli intervistati riconosce che il consulente
finanziario rimane la fonte più attendibile per ricevere informazioni in materia di investimenti sostenibili e responsabili. Quello che emerge dunque è che il consulente bancario ha il più alto livello di competenza per trasferire conoscenze sugli SRI.

ESG Memory Cash Collect: i primi certificate costruiti con rating ESG

Vista l’importanza del tema della survey che ha svolto e che vi abbiamo riportato, BNP Paribas, prima in assoluto nel panorama italiano, ha lanciato sul mercato i primi certificati d’investimento ESG. Gli ESG Memory Cash Collect infatti sono i primi certificati in Italia a considerare il rating ESG all’interno del processo di selezione dei sottostanti e dunque per la creazione del prodotto stesso. Più nel dettaglio, sono 11 i sottostanti di società europee selezionate per questa prima emissione ESG.
Il processo di selezione è il seguente. Si parte dall’universo investibile costituito dallo Euro Stoxx 600. Si applica un triplice filtro. Il primo è detto filtro ESG, ovvero vengono scremate le 600 società escludendo quelle che presentano un rating inferiore a 50 (su 100). Tale compito avviene in stretta collaborazione con Vigeo Eiris, agenzia specializzata nel valutare e offrire rating ESG. Il secondo filtro è di natura finanziaria. Vengono scartate quelle società che non presentano una liquidità tale da permettere a BNP un pricing di prodotto interessante.
Il terzo e ultimo filtro è quello Best-in-class. In quanto le società risultanti dai primi due filtri subiscono un ulteriore step. Si guarda se questa società all’interno del settore di appartenenza è tra le prime 10 in termini di ESG. Ecco che applicando questi 3 filtri creiamo una selezione di titoli ESG, la prima in questa asset class su Borsa Italiana.

 

Come funzionano i Memory Cash Collect ESG?

Il meccanismo è quello dei Memory Cash Collect classici, solo che il processo di selezione dei sottostanti è sottoposto a triplice filtro. Come potete osservare dalla tabella sotto riportata, ogni certificato paga un premio
trimestrale anche nel caso in cui il sottostante abbia perso terreno, ma la sua quotazione sia superiore o pari alla Barriera. Grande vantaggio deriva poi dall’effetto memoria. Infatti, se nelle precedenti osservazioni il prodotto non ha pagato il premio, all’osservazione seguente, in caso di pagamento, vengono considerati anche i premi non pagati precedentemente. Inoltre, se il sottostante è al di sopra del valore iniziale (strike) il
Certificato rimborsa il capitale investito più gli eventuali premi non pagati precedentemente.

 

A scadenza sono due gli scenari possibili. Se il sottostante è maggiore uguale al livello barriera, il Certificato rimborsa il capitale investito più gli eventuali premi non pagati precedentemente.
Se invece il sottostante è al di sotto del livello barriera, l’investitore riceve un rimborso commisurato alla performance del sottostante, con conseguente perdita sul capitale investito.