Black Friday: italiani si indebitano, ma non rinunciano allo shopping

7 Dicembre 2022, di Mariangela Tessa

Nonostante il caro-bollette e l’inflazione galoppante, gli italiani non hanno rinunciato allo shopping pre-natalizio del Black Friday, ma per i loro acquisti hanno scelto di ricorrere sempre più allo strumento dei prestiti. È quanto emerge dal consueto barometro Crif, che ha messo in evidenza tra il 25 e il 28 novembre (compreso quindi il Cyber Monday, lunedì dedicato agli sconti sulla tecnologia) un aumento dei prestiti finalizzati  del 40% (ricordiamo che dallo studio sono esclusi i finanziamenti auto). In forte incremento (+27%) anche la domanda per pagamenti dilazionati, a riprova del fatto che, evidenzia il rapporto, gli italiani preferiscono spalmare l’acquisto dei beni nel corso del tempo.

A fronte della crescita dei volumi, gli importi medi delle rate sono scesi notevolmente: -20% per i prestiti finalizzati e un -5% per i pagamenti dilazionati. In altre parole, i consumatori  preferiscono pagare tutto quello che comprano in piccole rate, senza badare troppo ai tassi di interesse.

Black Friday: chi ha comprato di più

La febbre da sconti eccezionali – secondo quanto emerge dall’analisi Cri –  è un fenomeno intergenerazionale: il 36% proviene dalla Generazione X, a seguire i Millennials con il 28% mentre sull’ultimo gradino del podio troviamo i Baby Boomers che rappresentano il 23% dei richiedenti. Sono proprio i Baby Boomers che hanno subito una maggiore crescita nel periodo (+0,8%), mentre le quote più modeste si concentrano rispettivamente nelle due generazioni più distanti dal punto di vista anagrafico, ovvero i giovanissimi Centennials (11%) e i più maturi della Silver Generation (1%).

Il profilo geografico tipo del consumatore da Black Friday risiede primariamente in Campania (17,1%), Sicilia (13,8%) e Lombardia (12,6%), va detto però che la crescita maggiore, rispetto al weekend precedente, si registra in Puglia (+0,7%).

“Se confrontiamo il Black Friday 2021 con quello da poco trascorso notiamo che l’aumento della domanda di credito è fortemente trainato dalle forme tecniche più innovative, che potremmo definire digitali, quali la dilazione del pagamento che registra uno scatto in avanti del 100% e arriva al +360% se la confrontiamo rispetto al 2020”, ha spiegato Simone Capecchi, Executive Director di CRIF. “Se andiamo ad analizzare la domanda digitale complessiva registrata nei primi 11 mesi dell’anno notiamo infatti un rialzo del 93% rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente. “Inoltre, l’onda digitale non conosce età: la generazione dei Centennials subisce una crescita del +168%, i Millennials del +96%, segue la Generazione X con un +85% e infine i Baby Boomers che si attestano a un +77%. Fanalino di coda spetta alla Silver Generation che per fattori anagrafici subisce maggiormente il digital divide (-43%). Partendo da questo spaccato intergenerazionale sarà interessante studiare come la domanda digitale influenzerà le abitudini creditizie degli italiani, oggi sempre più inclini a scegliere linee di credito per rateizzare anche importi contenuti”, ha concluso Capecchi.