Bitcoin, un italiano vuole ridurne i consumi energetici

26 Aprile 2018, di Livia Liberatore

Una nuova soluzione per trovare il Sacro Graal della blockchain: ossia ridurre i consumi di energia e aumentare la scalabilità della tecnologia alla base delle criptovalute. Ci sta lavorando Silvio Micali, informatico ed esperto di crittografia del Massachusetts Institute of Technology (MIT).

Il funzionamento della tecnologia dietro la produzione di Bitcoin e non solo richiede una grossa quantità di energia, consumo che potrebbe ridurne le potenzialità. Micali ha pensato di ovviare al problema, mettendo a punto la proposta che ha chiamato “Algorand“.

Per lo studioso italiano, si tratterebbe di sostituire il proof of work, che è responsabile del consumo energetico di decine di centinaia di computer, con un meccanismo diverso: in questo, la responsabilità di validare i nuovi blocchi di operazioni è in capo agli utenti che detengono una maggiore quantità di criptovalute, supportati da un sistema matematico pensato da Micali.

L’idea è basata su un algoritmo che sceglie a caso un utente a cui viene domandato di verificare e firmare in via digitale il nuovo blocco, che poi viene inviato ad altri mille utenti della rete per un’ulteriore verifica incrociata. La possibilità di essere scelti è direttamente proporzionale alla quantità di criptovaluta posseduta. Nel progetto di Micali, questo sistema potrebbe essere utilizzato anche per proporre e votare eventuali modifiche dei protocolli alla base della criptomoneta.

Utilizzando il sistema Algorand, si otterrebbe una grossa riduzione dei consumi energetici della rete di computer distribuita alla base della blockchain, ma fra i critici c’è chi sostiene che la filosofia democratica alla base della tecnologia sarebbe a rischio perché un ampio potere verrebbe concentrato nelle mani di un numero ristretto di grandi possessori di valuta digitale.