Bitcoin impazzito: sfonda $19mila poi ne brucia 3mila in poche ore

8 Dicembre 2017, di Mariangela Tessa

Brusca marcia indietro per il Bitcoin dopo un prepotente balzo in avanti da record. La valuta digitale ha perso nella notte circa 3 mila dollari, scendendo ai minimi di 14.566 dollari, secondo i dati di Coindesk. Si tratta in pratica di circa 3 mila dollari in meno rispetto ai 17.153 dollari del giorno prima, ovvero il 14 per cento in meno.

In realtà, prima deli scivolone la criptovaluta sulla piattaforma Ddax di Coinbase aveva addirittura sfondato quota 19 mila dollari con il massimo storico a 19.340 dollari. Nonostante la marcia indietro, il Bitcoin conferma il guadagno di circa 4mila dollari in due giorni, con picchi di circa 7.000 dollari, dopo che la criptovaluta aveva ceduto il 20% la settimana scorsa.

Gli esperti fanno notare che, solitamente, le valutazioni su Coinbase sono leggermente più alte rispetto alle altre piattaforme, ma ciò non toglie che la crescita della valuta digitale sia vertiginosa. La valuta ha ora una capitalizzazione di mercato di oltre 270 miliardi di dollari, superiore a Coca Cola e Johnson & Johnson.

Nel 2017 – secondo Cnbc –  le aziende, per lo più startup, hanno raccolto almeno 3 miliardi di dollari emettendo circa mille valute digitali. E secondo gli esperti questa tendenza sarà confermata anche nel 2018, con una differenza però. Quest’anno nell’emissione di criptovalute saranno coinvolte anche aziende più grandi e più consolidate.

Nel frattempo, le maggiori banche globali fanno resistenza sull’introduzione di futures su bitcoin e si dicono preoccupate che il sistema finanziario non sia ancora pronto al lancio di contratti legati a un asset così volatile. Il timore dei detrattori è che il mercato sia troppo poco liquido e sia una bolla creata ad arte: soltanto mille persone detengono il 40% dei Bitcoin in circolazione.

In questa direzione, secondo quanto riporta il Financial Times, la Futures Industry Association, principale associazione del mercato dei future ha scritto una lettera alla Commodity Futures Trading Commission (Cftc), che la settimana scorsa ha dato il via libera al lancio di future legati alla criptovaluta da parte delle Borse Cme Group e Cboe Global Markets, per esprimere preoccupazione sulla decisione.