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Bitcoin scende sotto i 63mila dollari: è la peggior performance mensile dal 2022

Il Bitcoin continua a viaggiare sulle montagne russe, estendendo nelle ultime ore la sua fase di ribasso e avvicinandosi alla peggior performance mensile dal 2022, quando l’industria delle criptovalute fu scossa da una serie di crolli.

La criptovaluta più importante è scesa oggi fino al 2,9%, toccando i 62.701 dollari. Nel complesso, a febbraio segna un calo superiore al 19%, il peggior mese dal giugno 2022, periodo in cui il fallimento della stablecoin TerraUSD aveva innescato un effetto a catena coinvolgendo il fondo hedge Three Arrows Capital e la piattaforma di prestiti BlockFi.

Il Bitcoin è inoltre sulla strada per registrare il quinto mese consecutivo di ribasso, la più lunga serie negativa dal 2018, anno segnato dal crollo del boom delle initial coin offering (ICO) che aveva scosso profondamente il mercato crypto.

Trump applica i dazi e il Bitcoin crolla

Il ribasso, iniziato a ottobre, si inserisce in un contesto più ampio di avversione al rischio sui mercati globali. A pesare è stato l’annuncio dell’ex presidente Donald Trump di aumentare i dazi globali al 15%, mossa che ha destabilizzato gli investitori e penalizzato azioni e asset più rischiosi.

“La decisione di Trump di aumentare i dazi ha scosso gli asset rischiosi, e Bitcoin ha reagito di conseguenza”, spiega Rachael Lucas, analista crypto di BTC Markets. “Nonostante la narrativa del ‘gold digitale’, Bitcoin continua a comportarsi come un asset rischioso: quando la paura macroeconomica aumenta, il capitale si sposta verso rifugi più tradizionali. Bitcoin non è ancora in quella categoria”.

Christopher Hamilton, responsabile delle soluzioni di investimento APAC (escluso Giappone) presso Invesco, aggiunge: “Il calo del Bitcoin sembra meno uno shock specifico delle criptovalute e più un classico riassetto del sentiment di rischio”. “Il punto chiave è che Bitcoin rimane altamente sensibile alle condizioni di liquidità globali. Se i mercati interpretano la politica commerciale come un inasprimento delle condizioni finanziarie, le criptovalute ne risentono per prime”, osserva Billy Leung, stratega degli investimenti presso Global X Australia.

Settore cripto sotto pressione

Da quattro mesi a questa parte, il mercato crypto mostra un sentiment prudente. Tra lunedì e martedì, il valore totale di tutte le criptovalute è sceso di oltre 120 miliardi di dollari, secondo CoinGecko. Anche Ether, la seconda criptovaluta per capitalizzazione, ha registrato un calo fino al 2,9%, fermandosi a 1.812 dollari.

In questo scenario, Bitcoin e le principali criptovalute continuano a mostrare forte volatilità. Tra supporti tecnici che vacillano e un sentiment di mercato ancora incerto, gli investitori restano cauti, in attesa di segnali chiari che possano indicare una stabilizzazione dei prezzi.