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Dopo aver raggiunto il massimo storico di 126.500 dollari nell’ottobre 2025, il Bitcoin continua la sua discesa, trascinato dal generale clima di avversione al rischio che sta colpendo l’intero mercato delle criptovalute. Durante le contrazioni notturne, la regina delle crypto è scesa fino a 60.062 dollari, livelli mai visti dal 2024, per poi riprendersi in mattinata a 64.898 dollari al momento in cui scriviamo.
Prezzi giù del 30% in una settimana
Negli ultimi sette giorni, Bitcoin ha perso quasi il 30%, confermando la sua forte volatilità di fronte alle dinamiche ribassiste dei mercati globali.
“I prezzi hanno toccato i 60.100 dollari, un primo livello di supporto dopo cinque mesi di ribasso. Bitcoin è diventato molto sensibile alle dinamiche negative e ha perso ormai la correlazione con i mercati azionari,” spiega David Pascucci, Market Analyst di XTB, ricordando come la criptovaluta sia ormai scollegata dai comparti di rischio tradizionali.
In pratica, i tradizionali indicatori di mercato non bastano più a prevedere i movimenti del Bitcoin.
A livello tecnico, “la tendenza di lungo periodo resta ribassista e qualsiasi rimbalzo va visto come una prova tecnica, in attesa di conferme che potrebbero richiedere settimane. Un livello chiave da monitorare è quello dei 58.900 dollari, minimi di ottobre 2024 che avevano segnato l’inizio della salita verso i massimi storici,” conclude Pascucci.
Effetto a catena su altre criptovalute
Ma l’ondata di vendite delle ultime sedute non si è abbattuta solo sul Bitcoin. Ether ha perso il 33% nella settimana, mentre Solana è scesa a 88,42 USD, ai minimi degli ultimi due anni.
Secondo Coinglass, le posizioni long e short chiuse questa settimana superano i 2 miliardi di dollari. Nonostante il rimbalzo odierno, la situazione resta difficile: Citi avverte che la volatilità ribassista proseguirà per via delle liquidazioni e della correlazione negativa con le azioni. Deutsche Bank segnala inoltre che queste vendite costanti indicano un calo di interesse da parte degli investitori tradizionali.
Simon Peters, crypto market analyst di eToro, sottolinea:
“Dal punto di vista dell’analisi tecnica, l’attenzione è sulla media mobile a 200 settimane, considerata un possibile minimo. Storicamente, questa media ha rappresentato un supporto solido dopo correzioni importanti e mercati ribassisti, come nel 2015, 2018, 2020 (durante la pandemia di Covid) e più recentemente nel 2022.”
La storia potrebbe ripetersi nel 2026?
“Sarà necessario attendere per capire,” spiega Peters. “Quando la leva finanziaria sarà ridotta, la pressione di vendita attenuata e i flussi in ingresso negli ETF riprenderanno, il prezzo potrebbe stabilizzarsi e segnare la fine della fase correttiva. Anche l’analisi on-chain, attraverso il MVRV Z-score — che misura se il Bitcoin è sopravvalutato o sottovalutato rispetto al suo fair value — segnala una possibile opportunità di acquisto.”>