Bitcoin, produrne uno costa fino a 26 mila dollari

15 Febbraio 2018, di Livia Liberatore

La produzione di Bitcoin sta costando molte risorse alla Corea del Sud. L’estrazione di un solo Bitcoin in quello che è uno dei più grandi mercati valutari digitali del mondo, costa 26.170 dollari, secondo i dati diffusi dall’azienda Elite Fixtures. I minatori di Bitcoin sono vitali per mantenere la blockchain sottostante e una registrazione in continua crescita di transazioni o altri dati.

I minatori risolvono problemi matematici complessi per convalidare le transazioni e aggiungerle alla blockchain. Ma altrove il mining di criptovalute è meno caro. I dati di Elite Fixtures hanno mostrato che il Venezuela è il paese più economico in cui estrarre bitcoin. Estrarre una unità della valuta virtuale più conosciuta al mondo costa 531 dollari. Alcuni venezuelani sono ricorsi all’attività di mining per sopravvivere alla crisi economica che affligge il Paese sudamericano.

Il presidente del Venezuela, Nicolas Maduro, punta su una criptovaluta chiamata “petro”, sostenuta dalle riserve di petrolio, gas, oro e diamanti del Paese, come modo per aggirare le sanzioni statunitensi. Il costo principale di produzione è quello dell’alto consumo di elettricità. In Venezuela i minatori volontari sono ricompensati per il loro lavoro con una somma di Bitcoin e una commissione di transazione pagata da persone che effettuano transazioni con la criptovaluta.

Secondo i dati di Blockchain.info, il totale delle entrate guadagnate da tutti i minatori di Bitcoin ha raggiunto il massimo storico di 53 milioni di dollari il 17 dicembre, lo stesso giorno in cui il la valuta digitale ha toccato il suo prezzo più alto di 19,783,21 dollari.