Bitcoin, in Turchia bloccato l’exchange Thodex. Spariti 2 miliardi

23 Aprile 2021, di Massimiliano Volpe

Truffa record in Turchia nel mondo delle criptovalute. Uno dei principali exchange, Thodex, è bloccato da alcuni giorni mentre il fondatore della piattaforma, il 27 enne Faruk Fatih Özer sarebbe scappato in Thailandia.

Thodex, cosa è successo

L’exchange Thodex, fondato da Özer nel 2017, vanta 400.000 clienti che adesso non riescono più ad accedere alla piattaforma che non è più tornata online dopo la pubblicazione nei giorni scorsi su Twitter di un falso annuncio di manutenzione non programmata.

Migliaia di clienti di Thodex hanno già presentato denunce penali alla magistratura di Ankara e Instanbul.
Secondo quanto stimato dai media turchi l’ammanco, in criptovalute, supererebbe un controvalore di oltre 2 miliardi di dollari.
L’avvocato di Özer ha confermato che il suo cliente ha lasciato il paese e secondo quanto ricostruito dalla polizia di Istanbul Özer ha preso un volo dall’aeroporto principale della città.

Le prime difficoltà sono iniziate lo scorso 19 aprile, quando l’account Twitter ufficiale di Thodex aveva annunciato una manutenzione straordinaria a causa degli alti volumi di transito sul Dogecoin.

Thodex  ha interrotto le negoziazioni citando una nuova partnership con non meglio precisati investitori, che dovrebbe permettergli di tornare operativa nei prossimi 4-5 giorni lavorativi.

Bitcoin bandito in Turchia

Nei giorni scorsi la Banca centrale della Turchia aveva vietato l’utilizzo delle critpovalute come strumento di pagamento per l’acquisto di beni e servizi, pubblicando un apposito regolamento nella Gazzetta ufficiale che mette fuori gioco tutti gli asset digitali basati su infrastrutture decentrate e quindi sfuggenti al controllo della banca centrale.
La mossa prende le mosse anche dal fatto che circa 3 milioni di turchi hanno investito in criptovalute per tentare di proteggersi dalla svalutazione della lira. Nel caso turco, in pratica, si stava materializzando l’utilizzo del Bitcoin come “riserva di valore” o “nuovo oro” che alcuni vedono come evoluzione del percorso di maturazione della divisa digitale. Scelte di investimento che vengono ora osteggiate dell’autorità monetaria poiché rafforzano le pressioni al ribasso sulla moneta ufficiale.