Bitcoin continua a perdere colpi (-20% in un mese) penalizzato da Fed e Omicron

6 Dicembre 2021, di Mariangela Tessa

Continua la fase di debolezza del Bitcoin. Dopo un fine settimana di forti vendite, la valuta digitale ha aperto la nuova ottava in calo, sotto i 48 mila dollari  (-3% a 47,9 mila dollari), che porta a -22% le perdite accumulate nell’ultimo mese. Una performance decisamente negativa che riduce al 63% i guadagni da inizio anno.

Bitcoin, cosa c’è dietro le vendite

A incidere, secondo gli analisti, la tendenza ad allegrie gli investimenti a rischio, ovvero quelli che potrebbero pagare maggiormente dazio in uno scenario caratterizzato dalle incertezze economiche provocate dalla variante Omicron. Ma un’accelerazione potrebbe essere arrivata dalla Fed, che in settimana per la prima volta ha ammesso che l’impennata dell’inflazione che sta colpendo gli Stati Uniti non sarà temporanea, lasciando intendere che potrebbe accelerare i tempi del tapering, la riduzione degli acquisti di asset, e in generale mettere in campo una politica monetaria più restrittiva.

Tutte notizie che hanno causato forte volatilità e prese di beneficio anche nel mercato azionario. Come ha spiegato Yoni Assia, il CEO di eToro, in un post su Twitter:

“Perché BTC crolla quando i mercati azionari crollano? Tutti ripetevano come fosse una copertura contro inflazione e mercati azionari. La risposta è “impatto a breve termine”. L’aumento di BTC e Crypto nel 2021 è attribuito a: asset allocator tradizionali/Istituzionali e al trading a leva. Quando i mercati azionari scendono, gli asset allocator devono riequilibrare i loro portafogli. Nello spazio tradizionale, il BTC è ancora un asset rischioso rientrante negli investimenti alternativi che, per la maggior parte, non sono liquidi. Quindi, il tradizionale “panico” da riallocazione, e la spinta a ribasso del mercato, potrebbe anche essere una vendita massiva di 50 $BTC da parte di un investitore tradizionale. Un calo significativo del mercato porta poi a liquidazioni di operazioni a leva – quelle sono per lo più nel lato crypto – dal retail alle balene. Nelle ultime 24 ore sono stati liquidati 2,5 miliardi di posizioni long, il che è una considerevole pressione di vendita per tutto il mercato.  L’ultima volta che il mercato ha liquidato così tante posizioni long era lo scorso sei settembre.

Sullo sfondo restano i timori di una stretta regolatoria delle banche centrali sugli asset digitali. Una cornice normativa auspicata di recente in un intervento anche dal presidente della Sec, l’autorità di controllo della Borsa Usa, Gery Gensler.

El Salvador approfitta dei minimi per fare shopping

C’è tuttavia che ha approfittato delle vendite per accumulare posizioni, come è il caso il caso di El Salvador. Il presidente del Paese, che a settembre ha introdotto il bitcoin come valuta a corso legale, ovvero il populista Nayib Bukele, ha annunciato via Twitter di aver acquistato altri 150 bitcoin a un prezzo medio di 48.760 dollari: “El Salvador ha comprati ai minimi”, ha affermato.