Bersani in difficoltà. Chiusura a Pdl, no Movimento 5 Stelle a fiducia in bianco

27 Marzo 2013, di Redazione Wall Street Italia

ROMA (WSI) – I parlamentari del Movimento 5 Stelle non usciranno dall’aula per garantire l’avvio dell’esecutivo guidato dal segretario del PD. Per un motivo molto semplice: i partiti in toto hanno perso credibilita’ per quanto successo negli anni passati.

“Questo e’ un pacchetto di governo rivolto a tutti”, ha ripetuto il premier incaricato ‘con riserva’ Pier Luigi Bersani davanti ai capigruppo del Movimento 5 Stelle convocati alla Camera, sottolineando che non ci sono molte altre strade da seguire. Un “governo che apra la legislatura su un programma essenziale di cambiamento”. Con il governissimo di inciucio con il PdL “finiremmo invece per paralizzarci a vicenda”.

“Solo un insano di mente avrebbe la fregola di governare”, ha scherzato al termine del suo intervento. La capogruppo del M5S alla Camera Roberta Lombardi ha esordito cosi’: “L’ho ascoltata e mi e’ sembrato di ascoltare una puntata di Ballaró”. E ancora: “Siamo quegli insani di mente che lei cita e che vogliono governare in questo momento, prendendoci cosi’ le nostre responabilita’. “E per riprenderci il nostro paese”. Abbiamo anche la credibilita’ per fare tutto questo “in quanto outsider della politica“.

“Qui non e’ Ballaro’ e’ una roba seria”, ha risposto indispettito il premier incaricato, aprendo timidamente pero’ a un governo a 5 Stelle. “Se questa e’ la vostra posizione, ne parleremo con Napolitano”. Se vogliamo un “regime parlamentare, al limite senza governo, possiamo anche valutarlo e farlo”.

Il capogruppo al Senato Vito Crimi ha sottolineato che su molti provvedimenti elencati da Bersani, il M5S darebbe il suo assenso in Parlamento, ma sulla fiducia in bianco il gruppo non se la sente. Anche per il messaggio ricevuto dai loro elettori. Respiro a mondo del lavoro e imprese si, per esempio, “ma non possiamo fidarci”.

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“Ho in mente un governo per avviare la legislatura su alcuni punti essenziali del cambiamento”, e’ stato l’incipit di Bersani. Innanzitutto, ha detto il leader del Pd, per affrontare i problemi e temi sociali e della democrazia. “Nei miei punti ci sono cose precise sull’economia che devono essere proposte immediatamente”.

Altro esempio: una legge sui partiti, che riduca stipendi parlamentari a quelli dei sindaci. Ma non solo quello. Terapia d’urto sul tema della corruzione. Norme sul conflitto di interessi. Diritti civili e sul lavoro.

“C’e’ un altro pezzo di cambiamento che va fatto, sulla costituzione (bicameralismo, superamento delle province, legge elettorale). Deve esserci un’organismo “a gratis” di servizio civico dove ci sono parlamentari ed espressioni della societa’ che a data certa consegni al parlamento un progetto. E’ il luogo dove esercitare il massimo di responsabilita’ anche con le forze all’opposizione”.

“Mi rivolgo alle forze piu’ prossime a questo tipo di impostazione, ma anche alle forze piu’ lontane che hanno una loro volonta’ di autonomia, chiedo di non impedire questa partenza. Se lo dico e’ perche’ responsabilmente penso che le altre soluzioni sono tutte soluzioni che abbassano il tasso di assunzione di responsabilita’ e non durano”.
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ROMA (WSI) – Oggi, mercoledì 27 marzo, alla Camera dei Deputati (Sala del Cavaliere), termineranno le consultazioni del presidente del Consiglio incaricato Pier Luigi Bersani. Il programma di incontri inizierà alle 10,00 con il Gruppo Movimento 5 Stelle, alle 12,00 col l’UPI – Unione Province d’Italia e alle 12,45 con il gruppo Fratelli d’Italia.

Gli incontri proseguiranno nel pomeriggio con il Gruppo Autonomie Senato alle 15.00, alle 15,30 con il Gruppo Misto Camera dei Deputati, alle 16,15 con l’Unione di Centro, alle 16,45 Gruppo SEL Camera dei Deputati e infine alle 17,15 Gruppi PD Camera e Senato.

“Bisogna continuare a lavorare, rimangono difficoltà ma si continua a lavorare” ha detto Pier Luigi Bersani al termine della giornata di consultazioni con i partiti. “Questa collaborazione non può non tenere conto che il turno elettorale coincide con l’elezione del presidente della Repubblica. Le forze politiche che hanno avuto massima rappresentanze vanno coinvolte in momento così delicato. Mi pare si cominci a comprendere meglio che cosa intendo per quel famoso doppio registro e in particolare qual è la proposta che si delinea” in particolare sulla ‘convenzione’ per le riforme che “può essere una grande novità”.

Questo “testimonia l’intenzione di produrre una corresponsabilità sui grandi temi istituzionali”.

Chiusura dal Pdl: “Le posizioni restano molto distanti – afferma il segretario Angelino Alfano dopo l’incontro con il Pd – e se resteranno distanti nelle prossime 48 ore noi ribadiremo che l’unica strada è quella del voto. Il presidente Berlusconi ha manifestato pubblicamente che l’unica cosa alla quale noi teniamo è che ci sia un governo solido e forte che possa affrontare la crisi del paese. La soluzione più sperimentata in Europa – prosegue – è quella della corresponsabilità tra le forze principali. Noi non abbiamo posto preclusioni ma abbiamo detto che considereremmo incomprensibile un atteggiamento di chiusura da parte di chi ha vinto solo con uno scarto relativo dello 0,3% se questo atteggiamento vi fosse mancherebbe il nostro sostegno in ogni forma alla nascita di un governo Bersani. Questa collaborazione – conclude Alfano – non può non tenere conto che il turno elettorale coincide con l’elezione del presidente della Repubblica. Le forze politiche che hanno avuto massima rappresentanze vanno coinvolte in momento così delicato”.

MARONI, LEGA D’ACCORDO CON PDL, BASTA GOVERNI TECNICI – “La Lega condivide la posizione espressa da Alfano, auspichiamo un governo a guida politica, basta con i tecnici. Serve un governo di legislatura che duri, solo così si affrontano e risolvono i problemi e lo dico in veste di governatore”. Così il leader del Carroccio Roberto Maroni al termine dell’incontro tra Pdl-Lega e Bersani.

I gruppi parlamentari del Movimento 5 Stelle all’unanimità hanno votato il ‘no’ al sostegno ad un governo guidato da Pier Luigi Bersani. La votazione alla Camera, presente anche il capogruppo al Senato Vito Crimi, segue la decisione presa nel primo pomeriggio al Senato e la conferma. Un No a Bersani anche da parte della capogruppo alla Camera del M5S, Roberta Lombardi che andrà alle consultazioni con il collega del Senato Vito Crimi.

“Neanche se si butta ai miei piedi e mi implora di dargli un lavoro..Il gruppo è compatto e lo è anche al Senato” spiega la deputata 5 Stelle che mette in conto anche la possibilità che il Pd presenti al M5S un nome super-partes per il governo. “Forse Bersani approfitterà della diretta streaming ma noi non cambiamo idea. Diremo di no” , ripete. (ANSA)

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