Bernanke: Cipro non è un rischio, fin quando non c’è contagio negli altri paesi Ue

20 Marzo 2013, di Redazione Wall Street Italia

NEW YORK (WSI) – Cipro non rappresenta una minaccia per l’economia americana o per il sistema finanziario e non ci sono segni di una bolla sul mercato azionario, ha detto il chairman della Federal Reserve Ben Bernanke in conferenza stampa a Washington. Bernanke ha detto che la Banca centrale Usa monitora la situazione a Cipro. “A questo punto, non vediamo un grande rischio per il sistema finanziario americano o per l’economia”, aggiungendo poco dopo “l’unico modo in cui potrebbero creare un problema e’ se la fuga dagli sportelli diventa in qualche modo contagiosa e gli altri paesi (d’Europa) perdono la fiducia”.

Il capo della Fed dice anche che il recente rialzo dei prezzi azionari a Wall Street non e’ ‘fuori linea’ rispetto alla serie storica. “Non penso sia una sorpresa se la borsa sale visto che c’e’ un ottimismo crescente sull’economia, e il miglioramento dei profitti e’ stato sostanziale”, ha detto Bernanke.

La Fed lascia invariato il costo del denaro. Il tasso sui Fed Funds resta in una forchetta fra lo 0 e lo 0,25%. La Fed ribadisce che i tassi resteranno bassi fino a che il tasso di disoccupazione non calerà al 6,5%, e annunciato che manterra’ le misure di stimolo all’economia, ribadendo che procederà con il piano di acquisti da 85 miliardi di dollari al mese, di cui 45 miliardi di dollari di titoli di stato e 40 miliardi di dollari di titoli legati al mutui.

IL CHAIRMAN DELLA FED HA FATTO CAPIRE CHE LASCIA?

Negli Stati Uniti si assiste “a un ritorno a una crescita economica moderata dopo la pausa dell’anno scorso”, tuttavia “restano rischi per l’economia”. Per questo motivo la Federal Reserve proseguirà con le misure di stimolo all’economia, in particolare con l’acquisto di titoli garantiti da mutui per 40 miliardi di dollari al mese e di titoli di stato per 45 miliardi di dollari. E’ quanto si legge nel comunicato del Fomc, il braccio di politica monetaria della Banca Centrale, diffuso al termine della riunione di due giorni durante la quale si è deciso di lasciare i tassi di interesse fermi a un range tra lo 0 e lo 0,25%. Un livello a cui resteranno finché il tasso di disoccupazione è al di sopra del 6,5% e l’inflazione si mantiene al di sotto del 2,5%. La decisione del Fomc è stata approvata con undici voti favorevoli e uno contrario, quello del governatore della Fed di Kansas City Elizabeth Duke.

La Federal Reserve ha abbassato di misura le stime sulla crescita dell’anno in corso e per i prossimi due anni. La Banca centrale americana ha anche abbassato le previsioni sulla disoccupazione per quest’anno. Per il 2013, la Banca Centrale americana attende ora una crescita del prodotto interno lordo tra il 2,3 e il 2,8%, meno del range tra il 2,3 e il 3% stimato a dicembre. Le stime diffuse dalla Banca Centrale americana sono arrivate al termine della riunione del Fomc, il braccio di politica monetaria della Banca Centrale, durante la quale i tassi di interesse sono rimasti fermi a un range tra lo 0 e lo 0,25%. Le precedenti erano state pubblicate dopo il meeting della Fed dell’11-12 dicembre 2012. Quest’anno il tasso di disoccupazione dovrebbe attestarsi all’interno di una forchetta tra il 7,3 e il 7,5%, meno del range tra il 7,4 e il 7,7% previsto in precedenza. Per quanto riguarda l’inflazione, il dato 2013 si dovrebbe attestare tra l’1,3 e l’1,7%, contro il range tra l’1,3 e il 2% precedente, mentre per la componente “core”, quella epurata dalle componenti più volatili come i prezzi di energia e generi alimentari, le stime sono ora per una forchetta tra l’1,5 e l’1,6%, meno della range tra l’1,6 e l’1,9% precedente.

La situazione a Cipro e’ ”difficile” ma ”non penso che avra’ un impatto enorme” ed in ogni caso ”non pone rischi seri per il sistema finanziario e per l’economia gli Stati Uniti”. Lo ha detto il presidente della Federal Reserve, Ben Bernanke, nel corso di una conferenza stampa seguita alla riunione del Fomc. ”E’ un problema difficile – ha detto – perche’ il Paese sta affrontando nodi sia fiscali che di capitalizzazione delle banche. C’e’ anche una forte tensione politica per capire come ottemperare alle richieste dell’Eurogruppo di contribuire al salvataggio”.

”Ci sono molte incertezze e difficolta’ – ha aggiunto Bernanke – e ci si interroga su come la questione sia affrontata, su quale implicazioni ci potrebbero essere per altri Paesi”. Secondo il numero uno della Fed ”ci saranno delle conseguenze, ma detto questo il voto e’ andato male e i mercati sono comunque andati su. Non penso che l’impatto sia stato enorme”. ”Stiamo monitorando la situazione – ha concluso – e speriamo che gli europei trovino una soluzione idonea e equa. Ma in questa fase non vediamo un serio rischio per il sistema finanziario e per l’economia degli Stati