Berlusconi aizza la piazza. E vuole Roma come Il Cairo

26 Novembre 2013, di Redazione Wall Street Italia

ROMA (WSI) – Silvio Berlusconi passa alle minacce: “La manifestazione di domani è solo l’inizio”. E quando si lanciano avvertimenti del genere è anche perché si ha paura. Il Cavaliere pare ormai terrorizzato dalla possibilità di essere colpito da misure cautelari. Di essere arrestato, insomma. Lo ha ripetuto anche ai gruppi parlamentari di Forza Italia: “Le Procure di Milano e di Napoli fanno a gara per agguantarmi”. Difficile che Berlusconi vada in carcere. Lo dice Franco Coppi, uno dei suoi avvocati, nella conferenza stampa con Niccolò Ghedini: “E’ irreale l’ipotesi di un arresto”. Ma anche Piercamillo Davigo, ex pm del pool di Mani Pulite e ora giudice in Corte di Cassazione, spiega: “Lui ha un’età per cui non si va in carcere salvo casi eccezionali”.

La guerra del Cavaliere passa – una volta di più – dagli schermi televisivi. La manifestazione del 27 novembre, in contemporanea con la discussione della sua decadenza da senatore, “sarà un momento assolutamente legittimo e pacifico”, ma è anche vero che “quell’inizio” evocato sembra preludere a venti di guerra, dice a Canale 5 alla Telefonata di Belpietro. Al quale ribadisce la volontà di non dimettersi: “Non lascerò il Senato prima del voto di domani”. Poi su Italia 1 conferma il valore legale delle nuove prove arrivate dagli Stati Uniti, in grado, secondo l’ex capo del governo, di riaprire il processo costatogli la condanna definitiva a 4 anni di carcere per frode fiscale. “Verrà presentato il ricorso non appena avremo tutte le testimonianze che sono state annunciate” ripete, riferendosi a quanto già anticipato ieri in conferenza stampa sull’esistenza di sette nuovi testimoni. Testimoni che però sono già stati contraddetti in partenza dalle carte del processo.

[ARTICLEIMAGE] A tendere la mano al Cavaliere per un rinvio del voto sulla decadenza alla luce delle nuove rivelazioni provenienti dagli Usa, era stato ieri Pier Ferdinando Casini che aveva chiesto una pregiudiziale per “congelare” la votazione, subito esaltata dal senatore forzista Sandro Bondi. Ora, ad aprire uno spiraglio all’ex presidente del consiglio è il deputato Pd Francesco Boccia a Mix24 (Radio24) di Giovanni Minoli: “Se fosse così mi aspetto una revisione del processo come per qualsiasi altro cittadino – ha spiegato a proposito delle nuove carte sulla condanna di Berlusconi – In un Paese normale si sarebbe aspettata la delibera della Corte sull’interpretazione della legge Severino”. La retromarcia del presidente della Commissione bilancio arriva nel giro di due ore, ma suona poco convincente: “Non valutavo nel merito quelle carte”, ha spiegato ai giornalisti. Uno stop immediato arriva dal capogruppo Pd alla Camera Roberto Speranza: “La legge Severino è chiara: “Dopo il terzo grado di giudizio, in caso di sentenza dei condanna, si decade da parlamentare. Punto”. Nessuno spazio per un rinvio anche secondo il responsabile giustizia del Pd, Danilo Leva: “Irricevibile la proposta di Casini”, ha detto a Radio Città Futura.

Cronaca ora per ora

17.43 – Romani: “Domani sarà la morte della democrazia” – “Domani è la morte della democrazia, è la fine di un periodo della Repubblica, domani è il funerale della democrazia”. Lo ha detto il capogruppo di Forza Italia al Senato, Paolo Romani, nel corso di una conferenza stampa a palazzo Madama, riferendosi al voto sulla decadenza di Silvio Berlusconi da senatore. “Sarà il giorno più amaro della nostra parte politica”, ha aggiunto Romani.

17.27 – Mediaset, maratona informativa nel giorno della possibile decadenza – Domani mercoledì 27 novembre Mediaset cambierà la programmazione delle proprie reti per dedicare una maratona informativa agli eventi della giornata politica, dalle manifestazioni pubbliche al voto parlamentare sulla decadenza da senatore di Silvio Berlusconi. Su Retequattro, a partire dalle 17, diretta del Tg4 e a seguire, in prima serata, una puntata speciale di Quinta Colonna condotta da Paolo Del Debbio. In seconda serata, la staffetta passerà il testimone a Matrix su Canale 5, eccezionalmente in onda di mercoledì.

17.07 – Letta: “Situazione non semplice, non aggiungo altro” – “In questo momento, di fronte a 24 ore che il Paese si appresta a vivere, il voto sulla legge di stabilità e altri voti in Senato, da parte mia credo sia necessario non aggiungere cose che finiscono per rendere confusa una situazione non semplice”. Lo ha detto Enrico Letta, a Trieste per il vertice con Vladimir Putin, replicando ad una domanda sulle parole di Silvio Berlusconi sulla questione dei Diritti Tv. “Mi concentro su questo, partendo dalle parole di Putin che ho apprezzato -ha aggiunto il premier-. Noi siamo un Paese che ha un drammatico bisogno di crescere e creare posti di lavoro, di far sì che la ripresa venga agganciata e il rapporto con la Russia ci può dare un aiuto in questo”.

16.56 – Putin: “Berlusconi? Non ci immischiamo negli affari dei nostri partner” – “Noi non ci immischiamo negli affari interni dei nostri partner”. Lo afferma il presidente russo Vladimir Putin rispondendo a una domanda sull’incontro di ieri con l’ex premier Silvio Berlusconi e su indiscrezioni di stampa secondo le quali il leader russo si sarebbe detto “scandalizzato” dalla situazione attuale di Berlusconi.

16.53 – Bondi: “Contro Boccia intimidazioni impressionanti” – “Le aggressioni verbali fino alle intimidazioni nei confronti dell’On. Boccia da parte di esponenti del suo partito, analogamente a quello che già era avvenuto contro Luciano Violante, sono davvero impressionanti e fanno paura. Come si può pensare che il Pd rispetti gli avversari se non è neppure capace di rispettare il dissenso e le opinioni diverse che si manifestano all’interno del partito?”. Lo afferma Sandro Bondi, del Pdl.

16.52 – Renzi: “Non parlo della decadenza, ma del futuro” – “Io non voglio parlare del passato, della politichetta di questi giorni, della decadenza, io voglio imporre il futuro”. Lo dice Matteo Renzi a ‘Matteo rispondè.

15.39 – De Monte (Pd) risponde a lettera B: “Nessuna animosità, solo rispetto legge” – “Gentile senatore Berlusconi, certadi risvegliare i suoi studi liceali, volevo rammentarle una locuzione latina attribuita ad Ammonio: “Amicus Plato, sed magis amica veritas’”. E’ quanto scrive la senatrice del Pd Isabella De Monte, membro della Giunta per le elezioni, rispondendo alla lettera che Silvio Berlusconi ha inviato ai parlamentari del Pd. “Non ho timore a confidarle, che pur essendo lontana dalle sue idee politiche – si legge nella nota inviata al Cavaliere – non sono animata da nessun sentimento di animosità personale nei suoi confronti”. “Mi appresto però a votare per la sua decadenza proprio per rispetto alla legge. Una legge – sottolinea la De Monte- che è stata approvata nella scorsa legislatura, con il voto determinante del suo gruppo parlamentare”. “Se vi erano dubbi sulla sua legittimità, come forza politica che ha a cuore la libertà di tutti e non solo di un singolo, poteva muoversi in tempi non sospetti. Il non averlo fatto rende inevitabile il voto che domani l’Aula esprimerà”, conclude la senatrice.

15.26 – Senatrici Pd a Boccia: “Parli di cose che conosce” – “In un paese normale un giovane parlamentare come Boccia si sarebbe limitato a parlare di cose che conosce, senza avventurarsi in campi in cui naviga a vista”. Lo dichiarano le senatrici del Partito democratico Doris Lo Moro, Donatella Albano, Lucrezia Ricchiuti e Laura Puppato in riferimento alle dichiarazioni del collega deputato Pd sul processo Mediaset.

15.22 – D’Alema: “La revisione si chiede nelle sedi proprie, non in Parlamento” – “La revisione dei processi si chiede nelle sedi proprie, non in Parlamento. Se Berlusconi ha gli elementi chiederà la revisione. Ma ora il Parlamento, dopo aver esaminato la situazione con molta attenzione, deve pronunciarsi e deve applicare la legge. E’ evidente che una persona condannata per gravi reati, con condanna passata in giudicato non può restare in Parlamento. Ci sono numerosissimi precedenti di questo”. Così Massimo D’Alema sulla richiesta di revisione del processo proposta da Berlusconi.

14.30 – Maroni: “Ci sono i numeri per la decadenza di Berlusconi” – “Mi pare che l’atteggiamento della sinistra sia molto chiaro: voteranno per la decadenza e quindi i numeri ci sono per far decadere da senatore Silvio Berlusconi”. Lo ha detto il governatore della Lombardia, Roberto Maroni, a margine di un’iniziativa di ‘Matching 2.0′. “Noi della Lega – ha aggiunto Maroni – abbiamo già espresso chiaramente la nostra posizione e voteremo contro. Dopodiché spero che Berlusconi e Forza Italia prendano atto che non possono continuare a far parte di una maggioranza che ha nei suoi confronti un atteggiamento così ostile”.

13.55 – Berlusconi: “Procure di Milano e Napoli fanno a gara per agguantarmi” – Mi dicono che tra le procure diNapoli e Milano c’è una gara di velocità per chi mi agguanta prima. Lo ha detto Silvio Berlusconi alla riunione dei gruppi di Fi.

13.54 – Cuperlo: “Si chiude un ciclo, finirà finalmente nei libri di storia” – Gianni Cuperlo non è rimasto impressionato dall’appello che Silvio Berlusconi ha rivolto al Pd perché rinunci a votarne la decadenza da senatore della Repubblica. “Sono anni, tra poco saranno decenni, che si discute sempre dello stesso argomento. Siamo all’epilogo di lunga stagione politica e di un ciclo storico che finirà sui libri di storia”, spiega il candidato alla segreteria del Pd.

13.40 – Berlusconi da Vespa durante voto di decadenza – “Ho ripreso a comunicare domani alle 21 sono da Vespa a Porta a Porta. Venite al partito dove le mie porte sono aperte a tutti”, ha detto Silvio Berlusconi ai gruppi di Forza Italia per decidere quale posizione .

13.19 – Leva (Pd): “Strategia della tensione, Berlusconi sempre più anti-Stato” – “Stiamo assistendo a un’escalation con toni sempre più violenti da parte di Berlusconi. Invocare la piazza contro una sentenza emessa da un tribunale rappresenta un punto di rottura con la storia della repubblica e con il nostro sistema democratico. E’ una strategia che mira a produrre tensione logorando il paese e che rende Berlusconi sempre più anti-stato. Di fronte a queste parole le forze politiche democratiche hanno il dovere di reagire costruendo un argine in difesa delle istituzioni. Oramai è chiaro che per sfuggire alla legge è pronto a incendiare l’Italia. Cedere al suo ricatto e alle sue minacce, creerebbe un precedente devastante per la tenuta stessa delle istituzioni democratiche”. Lo dice il responsabile giustizia del Pd Danilo Leva.

13.12 – Retromarcia di Boccia (Pd): “No valutazione su revisione processo” – “Per evitare ogni equivoco e inutili polemiche, non ho fatto alcuna valutazione sui documenti presentati da Berlusconi”, ha detto il presidente della Commissione bilancio Boccia parlando con i giornalisti. “Io ho risposto – ha spiegato Boccia – a una precisa domanda: ‘Se si scoprono nuovi testimoni e nuovi fatti che lo scagionerebbero, Berlusconi potrebbe chiedere la revisione del processo?’. Io ho detto – ha proseguito Boccia – ‘certo, come ogni cittadino, poi ci sarà sempre un giudice che giudicherà’”. “Una cosa scontata – ha concluso – solo in Italia queste risposte banali creano sconcerto e polemiche. Ripeto: spetterà ai giudici stabilire la consistenza dei nuovi elementi. E’ così eretico questo banale pensiero?”.

12.33 – Berlusconi a Studio aperto: “Da carte Usa prova mia innocenza” – “Nelle carte Usa ci sono testimonianze da parte di una ex dirigente di primissimo piano del gruppo Agrama che provano la mia estraneità al meccanismo messo in atto – afferma Silvio Berlusconi a Studio Aperto – Io non sono mai stato socio occulto di Agrama ma sono stato anzi parte lesa di questa operazione che ha procurato a Mediaset il danno di numerosi milioni di dollari”. Le sette nuove testimonianze annunciate ieri sono “atti ufficiali che ristabiliscono la verità su una vicenda legata al processo Mediaset. Una verità sistematicamente negata” che “mi ha visto condannato per fatti che non ho commesso” e “con una fretta inaudita di un processo pieno di forzature e teoremi surreali”. “Un processo farsa” condotto da “giudici di estrema sinistra. Queste nuove testimonianze mi consentiranno di chiedere la revisione del processo alla Corte d’Appello di Brescia”.

12.29 – Casini: “Mia proposta rinvio non è né irricevibile né strana” – “Con grande rispetto verso tutti i colleghi, la mia proposta non è né irricevibile né strampalata, come sostiene l’ottimo Dario Stefano. È semplicemente condivisibile o meno, e io rivendico l’individuazione di una strada lineare che evita ogni tensione e determina da parte del Senato la presa d’atto di una interdizione già decisa dalla magistratura. Comunque ciascuno si assumerà le proprie responsabilità, come sempre. Com’è avvenuto per la scelta di non adire alla Corte costituzionale (cosa sostenuta da eminenti giuristi come Violante, Capotosti e Onida) o di applicare il voto palese (ancora oggi ritenuta dal socialista Nencini una lesione grave)”, scrive Pier Ferdinando Casini, presidente della commissione Affari esteri del Senato.

11.25 – Voto decadenza alle 19 del 27 novembre – Domani alle 19 inizieranno le votazioni dell’Assemblea di palazzo Madama, sugli ordini del giorno relativi alla decadenza di Silvio Berlusconi. Il presidente del Senato Pietro Grasso, intervenendo in assemblea, annuncia che si terrà una seduta unica (tra le 14 e le 15 è stata fissata la sospensione). A partire dalle 19 verranno votati gli ordini del giorno alla relazione della Giunta delle elezioni e delle immunità parlamentari sulla decadenza si Silvio Berlusconi da senatore. Secondo quanto stabilisce il regolamento di palazzo Madama non sarà votata la relazione, ma saranno le votazioni sugli odg a stabilire la decadenza o meno di Berlusconi dalla carica di senatore. L’assemblea, si legge nel regolamento del Senato, “discute e delibera sulle proposte della giunta delle elezioni e delle immunità parlamentari” riguardanti le proposte di “sopravvenuta incompatibilità” della carica di senatore. Fino alla chiusura della discussione in Assemblea, almeno venti senatori possono formulare proposte in difformità dalle conclusioni della giunta, mediante la presentazione di ordini del giorno motivati, “in mancanza dei quali l’assemblea non procede a votazioni, intendendosi senz’altro approvate le conclusioni della giunta”.

11.20 – Speranza (Pd) – “Legge chiara: se si è condannati, si decade”. “Noi dobbiamo rispettare il lavoro della magistratura – ha detto Roberto Speranza, capogruppo durante la trasmissione Prima di tutto su Radio1 – La legge Severino venne promulgata lo scorso anno allorché di fronte a vari scandali che avevano investito la politica, tutto il mondo politico, compreso il Pdl, decise che servisse un argine, regole più ferme , paletti più saldi. Nella Severino c’è scritta una cosa semplicissima: dopo il terzo grado di giudizio, in caso di sentenza dei condanna, si decade da parlamentare. Dobbiamo applicare quella norma. Punto e basta. Sarebbe molto grave se non applicassimo quella norma solo perché riguarda un cittadino importante come Berlusconi. Se poi Berlusconi dovesse portare carte che inducano alla revisione del processo, lo devono, eventualmente, stabilire i giudici. Non certo la politica”.

10.57 – Bondi: “Ministri Pdl assecondino richiesta Casini” – “Mi chiedo quale rapporto abbiano i ministri del nuovo centrodestra con il Pd e quali siano i loro reali intenti. Possibile che la loro forza contrattuale si esaurisca in formali quanto sterili dichiarazioni di principio a favore del Presidente Berlusconi? Visto che non hanno avuto la forza o la volontà di porre al Consiglio dei ministri la corretta interpretazione della legge Severino sul punto della retroattività, almeno cerchino di convincere il Pd sull’opportunità di soprassedere al voto in attesa della decisione della Cassazione”, ha detto Sandro Bondi, senatore di Forza Italia.

10.51 – Boccia (Pd): “Se fosse così mi aspetto una revisione del processo”. A dirlo il deputato Pd Francesco Boccia a Mix24 di Giovanni Minoli su Radio 24, a proposito delle nuove carte e testimonianze sulla condanna di Berlusconi. Inoltre, aggiunge, “in un paese normale si sarebbe aspettata la delibera della Corte sull’interpretazione della legge Severino”.

10.27 – Il responsabile giustizia del Pd, Danilo Leva: “Non c’è spazio per rinvii” – La proposta del presidente Casini di far slittare il voto sulla decadenza di Berlusconi è irricevibile”. Così questa mattina il responsabile Giustizia del Partito democratico, Danilo Leva intervenuto a Radio Città Futura. Per l’esponente democratico “si confondono i piani: una cosa è l’interdizione dai pubblici uffici, sanzione accessoria di natura penale, un’altra è la decadenza, ovvero una semplice conseguenza dell’incandidabilità prevista dalla legge Severino. Sono due percorsi distinti, autonomi. E’ ora – ha proseguito Leva – che la politica si assuma le sue responsabilità”.

7.22 – Passaporto russo? “Pure fantasie” – Intanto il portavoce del Cremlino Dmitri Peskov ha definito “pure fantasie” le voci diffuse nei giorni scorsi dalla stampa italiana secondo cui Vladimir Putin avrebbe voluto concedere un passaporto russo all’amico Berlusconi rimasto senza quello italiano dopo la condanna Mediaset. Ieri era stato lo stesso Berlusconi a smentire l’eventualità: “E’ un’ipotesi che non ho mai considerato, desidero che la mia innocenza venga fuori a tutto tondo. Io sono italiano al cento per cento e non prevedo scappatoie straniere. Nessuna offerta di passaporto, nemmeno per sogno né dalla Russia né da altri Paesi”.

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