Economia

Benzina, dal 5 febbraio arrivano i nuovi aumenti. Ecco perché

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I prezzi della benzina e del gasolio dovranno superare il test del 5 febbraio 2023. La data è importante ed è da segnare sul calendario: scatta, infatti, l’embargo europeo contro tutti i prodotti raffinati e provenienti direttamente dalla Russia.

Cosa significa tutto questo ai fini pratici? La prima e più importante conseguenza potrebbe essere un nuovo e pesante aumento dei prezzi di diesel e benzina. I consumatori, nel corso degli ultimi giorni, hanno già dovuto confrontarsi con il superamento della soglia psicologica dei 2 euro al litro in modalità servito: dove arriveranno adesso i prezzi dei carburanti?

Benzina e diesel, le colpe del governo

Senza dubbio, il Governo Meloni ci ha messo del suo nei nuovi aumenti del costo dei carburanti: la decisione di non rinnovare il taglio delle accise è andata a incidere direttamente sulle tasche dei consumatori. Massimiliano Dona, presidente dell’Unione Nazionale Consumatori, ha sottolineato che “il gasolio sfonda quota 1,9 euro. Come temevamo, con l’avvicinarsi del 5 febbraio, ossia dell’embargo europeo ai prodotti raffinati provenienti dalla Russia, i prezzi hanno preso il volo. Ecco perché la decisione del governo Meloni di rialzare le accise è a dir poco irresponsabile”.

Senza dubbio, i prezzi dei carburanti stanno già preoccupando i consumatori. Dona ha messo in evidenza, infatti, che i dati settimanali comunicati dal Ministero dell’Ambiente evidenziano che i prezzi di benzina e gasolio al servito, ammontano rispettivamente a 2,051 euro al litro e 2,007 euro al litro. Più bassi, invece, i prezzi al servito, che oscillano tra 1,904 e 1926 euro al litro per il gasolio e 1,859 e 1,883 euro per la benzina.

Questi numeri hanno portato l’associazione dei consumatori a richiedere alla premier di reintrodurre i tagli delle accise decisi del precedente governo Draghi. Solo per avere qualche idea di quanto sta accadendo, basta pensare che, rispetto al 31 dicembre 2022, oggi un litro di benzina costa 23 centesimi in più. Stiamo parlando di un rincaro pari al 13,8%, che corrisponde ad una stangata di 11 euro e 36 centesimi per un pieno da 50 litri. Un aumento di circa 273 euro ogni anno, considerando mediamente due pieni al mese.

Cosa cambia dal 5 febbraio

I timori maggiori, adesso, provengono dagli eventuali effetti che potranno avere le politiche dell’embargo sui costi dei carburanti. In questi mesi l’Unione europea ha già provveduto a dimezzare le importazioni di gasolio russo e ad aumentare le importazioni dagli Stati Uniti e da altri Paesi. Quello che è certo, adesso come adesso, è che a partire dal 5 febbraio sarà vietata l’importazione dei prodotti russi. Questa decisione avrà una conseguenza diretta: mancherà qualcosa come un milione di barili al giorno, che corrisponde a un quarto della domanda di tutta l’Ue.

Cosa comporterà tutto questo per l’Italia? A differenza di quanto è accaduto per il gas, il nostro paese sembra essere abbastanza coperto. Anche se le scorte non dovessero mancare nell’immediato, è facile che sul lungo periodo le conseguenze dell’embargo si possano sentire sui prezzi di benzina e gasolio.

Stando quanto dichiarato da Kadri Simson, commissaria europea per l’energia, i mercati avrebbero avuto tutto il tempo e tutte le possibilità di adattarsi, dopo che l’annuncio dell’embargo è arrivato a giugno. Gli Stati, infatti, si sono già premurati di riempire le proprie scorte di gasolio negli ultimi mesi. Inoltre, i prezzi potrebbero essere contenuti ulteriormente, nel caso in cui i Paesi del G7 si accordassero nell’imporre un tetto al prezzo del gasolio russo.