BENETTON COMPIE 15 ANNI DI QUOTAZIONE AL NYSE

9 Giugno 2004, di Redazione Wall Street Italia

Benetton ha celebrato ieri al New York Stock Exchange i 15 anni di presenza sulla borsa piu’ importante del mondo, con il simbolo BNG. Nel piccolo gruppo di una decina di aziende italiane quotate al Nyse, l’ADR (American Depositary Receipts) di Benetton e’ uno dei piu’ scambiati, insieme a Eni e Telecom. Benetton e’ quotata a Piazza Affari dal 1984.

I manager del gruppo tessile, guidati dall’amministratore delegato Silvano Cassano, sono stati presenti alla cerimonia di chiusura delle quotazioni al Nyse nella seduta di martedi’, sul podio dove viene suonata la famosa campanella di fronte al floor del New York Stock Exchange (ripresi dalle telecamere di Cnbc, Cnn, e Bloomberg). Il titolo BNG ha chiuso a $22.80 (-0,22%).

In un colloquio informale con i giornalisti, il chief financial officer di Benetton Group, Pier Francesco Facchini, ha detto che l’azienda avra’ nel 2004 un bilancio in linea con le previsioni degli analisti e, piu’ o meno, con i risultati del 2003, con un utile del 7%. Sul fronte finanziario, la notizia piu’ rilevante e’ che il prestito obbligazionario (senza rating) di Benetton Group, sara’ ripagato per intero alla scadenza naturale nel 2005.

L’azienda fa sapere che a breve non e’ prevista la richiesta del rating per eventuali futuri prestiti obbligazionari da collocare sul mercato (il rating viene emesso da grandi agenzie come Standard & Poor’s, Moody’s Investors Services o Fitch); ma nel futuro una pratica del genere sara’ quasi certamente avviata, anche alla luce della notorieta’ del marchio. La posizione finanziaria netta dell’azienda tessile, che vanta per il 2004 un ottimo cash flow, sara’ praticamente azzerata entro l’anno prossimo.

Rilevante, sul fronte commerciale, l’apertura di 500 nuovi punti di vendita in tutto il mondo entro i prossimi 3 anni, pari al 10% del totale (attualmente i negozi sono circa 5.100, di cui 120 negli Stati Uniti). Pur essendo Benetton un gruppo autenticamente globale, il fatturato e’ per il 50% di provenienza italiana.

L’azienda mira a consolidare il proprio business industriale (che comprende anche il marchio Sisley) ponendo molta enfasi sullo sviluppo di nuove aree geografiche con forte potenziale, come l’Europa dell’Est o l’India. Nessun tipo di diversione e’ prevista invece per l’investimento in altre societa’ tessili o retail dello stesso comparto (sono esclusi quindi takeover o merger con gruppi concorrenti del settore abbigliamento tipo Gap oppure Old Navy); ne’, sul fronte finanziario, e’ prevista alcuna enfasi sulla finanza cosiddetta “creativa” (derivatives e simili). La gestione finanziaria di Benetton, insomma, e’ totalmente semplificata e al servizio al 100% del business. Fanno eccezione le normali operazioni di hedging sulle valute e le operazioni di swaps di tassi di interesse.

Circa il rischio di cambio, il gruppo Benetton, uno dei pochi marchi italiani veramente internazionali, prevede in budget per il 2004 un valore del cross-rate Eur/Usd in media a quota 1,2700 per l’intero anno. L’azienda trevigiana rende noto d’ avere una posizione lunga in dollari pari a $20 milioni.