Bce: Weidman vuole una data per la fine del QE

8 Gennaio 2018, di Mariangela Tessa

E’ legittimo fissare una chiara fine per il programma di acquisto titoli della Bce. Lo ha dichiarato il numero uno della Bundesbank e membro del board della Bce, Jens Weidmann, in un’intervista al quotidiano spagnolo El Mundo. Detrattore di lunga data del QE, il candidato più forte alla successione di Draghi nel 2019, ha spiegato nell’intervista che 

“l’outlook per i prezzi indicano un ritorno dell’inflazione ad un livello adeguato, e per questo motivo, a mio avviso, sarebbe giustificato stabilire un termine chiaro per gli acquisti di obbligazioni, fermando una data concreta”.

Weidmann ha inoltre sottolineato che

“la verità è che, anche dopo il termine degli acquisti, la politica monetaria rimarrà molto espansiva”.

La BCE si è impegnata ad acquistare obbligazioni almeno fino a settembre. La crescita dell’eurozona, attualmente al suo massimo livello in 10 anni e l’inflazione al di sopra dell’1%, suggerisce che il QE potrebbe finire dopo tale data.

Le dichiarazioni di Weidmann arrivano pochi giorni dopo quelle di Ewald Nowotny, governatore della Banca centrale austriaca, nonché membro della Bce, che non non ha nascosto il fatto che la Bce potrebbe chiudere il programma di Quantitative easing entro quest’anno. ”

“Se l’economia continua ad andare così bene, potremmo terminare il programma di stimolo entro il 2018”, ha aggiunto, facendo eco alle recenti osservazioni di altri due membri della Banca centrale europea, Yves Mersch e Benoit Coeure, sulla possibile fine del piano di alleggerimento quantitativo.

Jens Weidmann ha infine invitato le banche a ridurre la presenza nei bilanci di asset deteriorati, che rappresenta un problema per il fondo europeo di garanzia sui depositi:

“l’ordine corretto sarebbe prima di ridurre i rischi e poi di dividerli”, spiega Weidmann, secondo il quale “un’altra esigenza è quella di ridurre la dipendenza fra banche e Stati”.

La politica del QE sembra essere giunta alla fine anche in Giappone dove, nonostante il governatore della BoJ, Haruhiko Kuroda, abbia di recente confermato la volontà di mantenere una politica espansiva, gli ultimi dati sul bilancio dell’istituto di politica monetaria mostrano per la prima volta dal 2012 un calo degli acquisti, passati al 31 dicembre a 444 miliardi di yen dai 521 miliardi di yen di fine novembre.