Bce, totonomine per dopo-Draghi: pro e contro dei candidati

14 Maggio 2018, di Mariangela Tessa

Manca ancora un anno e mezzo circa alla scadenza del mandato di Mario Draghi come presidente della Banca centrale europea, ma è già scattato il totonomine. La poltrona di Draghi e fa gola a molti, a cominciare dal capo della Bundesbank, Jens Weidmann. 

Ma chi quali sono gli scenari più probabili per la successione allo scranno più in alto della Bce? Secondo quanto scrive su Lombard, Lorenzo Raffo, operatore nel settore obbligazionario, sono cinque le ipotesi più probabile al vaglio:

1 – Weidmann“essendo tedesco – sottolinea Raffo – rappresenterebbe un definitivo segnale di presa di potere di Berlino nell’Unione europea e ciò sarebbe inviso da molti Paesi, a cominciare dalla Francia. Inoltre c’è da considerare che la Merkel avrebbe mire di trasferirsi alla guida dell’Unione europea, dopo le prossime elezioni, il che porterebbe a escludere in anticipo la nomina di Weidmann”.

2-  Il francese Villeroy de Galhau – continua l’esperto – invece ha un grosso problema e si chiama Pierre Moscovici, potenziale candidato a ministro delle Finanze. Se Macron riuscirà a imporre questo inedito ruolo chiave per l’Unione europea. Due francesi sotto tetti pur diversi sarebbero davvero troppi.

3-  L’idea di nominare un banchiere centrale (o ex che sia) di Paesi nordici minori invece – spiega Raffo – apparirebbe un ottimo compromesso per rinsaldare i legami fra le potenze economiche tedesca, francese e italiana rispetto alle nazioni più piccole ma meglio gestite dal punto di vista dei conti pubblici.

4- C’è poi il candidato preferito da Draghi, che si dice sia Erkki Liikanen. Il finlandese – si legge nall’articolo di Lombard – potrebbe fare un buon lavoro di collegamento fra rigoristi ed espansionisti. L’ipotesi di un outsider non sarebbe da escludere se si volesse salvaguardare gli equilibri interni.

Di seguito la tabella con i princiapali candidati in lizza:

Il nome Il Paese Le possibilità Piace o no
Jens Weidmann Germania Forti ma in calo Troppi tedeschi nei ruoli chiave
F. Villeroy de G. Francia Incerte Alla Germania non va giù
Philip Lane Irlanda In crescita Un uomo fuori dai giochi dei potenti
Ardo Hansson Estonia In crescita Un nordico che piace al sud
Klass Knot Olanda Stabili Il fautore della normalizzazione
Erkki Liikanen Finlandia In crescita Un falco moderato

 

​D.