BCE, le stime e le attese di mercati e analisti

10 Aprile 2019, di Mariangela Tessa

Nel super mercoledì dei mercati, la BCE alzerà il velo sui tassi di interesse. La decisione appare scontata: alla luce del rallentamento dell’economia dell’eurozona, l’istituto di Francoforte confermerà i tassi di interesse fermi allo 0 per cento mentre i tassi sui depositi dovrebbero restare al -0,4 per cento almeno fino al 2020. Gli analisti sono convinti che la Bce ignorerà dunque l’appello di Mario Draghi a riconsiderare la politica attuale di tassi negativi.

Nessun rialzo è atteso per quest’anno mentre è iniziata la discussione su un possibile taglio. Sotto i riflettori di oggi anche reinvestimento del capitale rimborsato sui titoli in scadenza per un prolungato periodo di tempo dopo il primo rialzo dei tassi.

Essendo slittato nel tempo il primo termine, è slittato di conseguenza anche il secondo, il che significa che stimolo verrà fornito più a lungo. Inoltre la Bce ha deciso di lanciare nuove aste Tltro da settembre 2019 a marzo 2021 e di confermare che le operazioni di rifinanziamento dell’eurosistema continueranno a essere condotte a tasso fisso con piena aggiudicazione dell’importo richiesto.

Le stime degli analisti

Nel frattempo, gli analisti evidenziano intanto la situazione di difficoltà in cui è finito l’istituto europeo di politica monetaria che, solo quattro mesi dopo, ave annunciato la fine del massiccio piano di acquisto dei titoli di stato, si ritrova nel mezzo di un’altra fase di debolezza in quanto i dati  macro dell’eurozona sono su tutta la linea sono inferiori alle attese.

“L’indice dei responsabili degli acquisti dell’area dell’euro (PMI) ha indicato una fine fiacca per il primo trimestre, ha scritto Chris Williamson, capo economista di IHS Markit in un rapporto sull’economia globale . “Il rallentamento è stato determinato da un peggioramento della produzione manifatturiera, che si muove sui  minimi quasi 6 anni.”

Questo è un problema per la BCE, poiché una crescita e una domanda più lente non aiuteranno a riportare l’inflazione verso il loro obiettivo del 2%.

“Abbiamo rinviato il nostro primo rialzo dei tassi a ottobre 2020”, ha detto in una nota Dirk Schumacher, osservatore della BCE Natixis a Francoforte.

Secondo Franck Dixmier, Global Head of Fixed Income di Allianz Global Investors, dalle ultime indicazioni arrivate da Francoforte, sembrerebbe che l’orizzonte del rialzo dei tassi sia destinato ad allontanarsi ulteriormente. L’analista non esclude neppure che il tasso di deposito oggi pari al -0,40 per cento possa calare ancora laddove la BCE stessa verificasse l’esistenza di un peggioramento del rallentamento economico.

Brexit e soft patch sotto i riflettori

Nella riunione di oggi, a tenere banco saranno la Brexit e la durata e natura dell’attuale “soft patch”, il rallentamento dell’economia dell’Eurozona, i due punti focali della riunione del consiglio direttivo della Bce.

La conferenza stampa di Mario Draghi dopo la fine del vertice potrebbe essere l’occasione per fornire qualche maggiore dettaglio su come i governatori valutano l’attuale fase di debolezza.

Se Draghi nei giorni scorsi ha sottolineato come solo in alcuni casi le fasi di debolezza sfociano in vere e proprie recessioni, è pur vero che la lettura delle minute della riunione di inizio marzo ha rivelato come alcuni governatori siano preoccupati che si sia in presenza di qualcosa di più duraturo di un soft patch.