Bce: l’identikit dei 22 alleati di Draghi che agiscono nell’ombra

4 Novembre 2011, di Redazione Wall Street Italia

New York – Dopo l’esordio con il botto di ieri, il neodirettore della Banca Centrale Europea Mario Draghi e’ stato accolto come una star al G20 di Cannes. La sfida lanciata all’ortodossia tedesca ha convinto persino la stessa Germania.

Il giorno successivo alla decisione di ridurre i tassi di interesse di 25 punti base all’1,25%, anche la stampa conservatrice tedesca ha tessuto le lodi al nuovo corso inaugurato da Draghi. E’ piaciuto il fatto che sia stata data priorita’ alla preoccupazione circa la crescita, mettendo per una volta da parte il rischo di un aumento dell’inflazione. Rotto anche il tabu’ recessione, parola pronunciata per la prima volta da un banchiere centrale.

Ma Draghi non agisce solo e la decisione shock e’ stata presa all’unanimita’ dal consiglio generale della Bce. Il board e’ composto da 23 membri, sei facenti parte del comitato esecutivo, mentre gli altri costituiscono i banchieri centrali rappresentanti di tutti e 17 gli stati dell’area euro, ovvero Belgio, Germania, Estonia, Irlanda, Spagna, Grecia, Francia, Italia, Cipro, Lussemburgo, Malta, Olanda, Austria, Portogallo, Slovenia, Slovacchia e Finlandia.

A parte Nowotny e Noyer, molti sono semi sconosicuti al grande pubblico. Almeno due i falchi. Ex consiglieri della Fed, dell’Ocse e del Fmi. Non mancano ex dirigenti di banche d’affari come Draghi. A livello di orientamento politico, si va dai liberali ai socialisti, passando persino per un ex sovietico.

I sei membri del board esecutivo restano in carica otto anni e sono guidati dal presidente e dal vice presidente della Bce. Oltre al ben noto caso di Lorenzo Bini Smaghi, queste sono le scadenze per gli altri membri del board decisionale:

– Il presidente della Bce Mario Draghi si e’ appena insediato al posto di Jean-Claude Trichet; e’ difficile da inquadrare nell’equilibrio classico tra falchi e colombe. E’ stato managing director e vice presidente della Piovra della Finanza Goldman Sachs, che ha lasciato nel 2005 per sostituire Antonio Fazio a di Palazzo Koch. Il suo ruolo alla banca Usa non aveva a che fare con la vendita di strumenti finanziari derivati. Si trattava piuttosto di una posizione di consulente.

– Il vice presidente Vitor Constancio se ne andra’ il 31 maggio 2018; e’ noto per le sue posizioni di colomba e di propensione all’allentamento monetario.

Jose Manuel Gonzalez Paramo restera’ solo fino al 31 maggio dell’anno prossimo. E’ stato consigliere economico del ministero dell’Economia e delle Finanze iberico e del Banco de Espana.

– Il vice ministro delle Finanze tedesco Joerg Asmussen ha appena sostituito, in settembre, il dimissionario Stark. Ha lavorato come dirigente per le ferrovie tedesche e Deutsche Telekom. E’ membro del Partito Democratico Socialista tedesco, ma e’ stato confermato al governo dai conservatori di centro di Angela Merkel per l’esperienza preziosa accumulata nel combattere la crisi finanziaria del 2008.

Secondo Reuters, Juergen Stark se ne e’ andato per polemica contro il programma controverso di acquisto di bond del debito sovrano. Non e’ stato il primo rappresentante tedesco a lascia il suo incarico alla Bce quest’anno. Alla fine di aprile Axel Weber ha annunciato le sue dimissioni a sorpresa dalla guida della Bundesbank, e di conseguenza della Banca Centrale Europea. Cosi’ la Bce ha perso due falchi doc.

Peter Praet, in uscita il 31 maggio del 2019, e’ economista belga di spicco in patria, e’ stato chief economist di Fortis.

– Il contratto di Lorenzo Bini Smaghi scade il 31 maggio del 2013, ma probabilmente il banchiere fiorentino verra’ spinto a rassegnare le dimissioni in anticipo e al suo posto subentrera’ un francese, come promesso da Berlusconi a Sarkozy dopo la nomina di Mario Draghi alla guida della Banca centrale europea.

A sedersi al tavolo del consiglio dei governatori di Francoforte sul Meno sono:

– Austria, Ewald Nowotny: esponente del Partito Socialista e ex presidente della European Investment Bank di Lusseburgo; e’ stato Ceo della banca austriaca BAWAG P.S.K.; accerrimo paladino delle politiche della Bce

– Belgio, Luc Coene: ex assistente al FMI ed ex Senatore del partito Democratici e Liberali Fiamminghi; e’ noto per aver proposto di aggiustare il carico fiscale a seconda dell’andamento dell’inflazione; voce moderata della Bce, vicina ai socialisti francesi, non e’ certo tra i piu’ falchi del consiglio

– Cipro, Athanasios Orphanides: ex Senior Adviser del consiglio della Federal Reserve; e’ noto per le sue capacita’ di comunicatore e per il suo pragmatismo: colomba in periodi di decrescita e falco in periodi di crescita

– Estonia, Andres Lipstok: e’ stato vice ministro delle Finanze sotto l’Unione Sovietica; ex membro del Partito Riformista, al momento fa parte del Partito Europeo dei Liberali, Democratici e Riformatori; ha esortato il governo di centro destra a continuare per la strada della politica fiscale conservativa e ritiene fondamentale la stabilita’ del sistema finanziario

– Finlanida, Erkki Liikanen: ex ambasciatore e presidente dalla Croce Rossa Finlandese; piu’ colomba che falco, e’ probabile che punti alla crescita piuttosto che alla stretta monetaria; e’ riconosciuto per le sue doti di diplomatico e mediatore

– Francia, Christian Noyer: dalle descrizioni a disposizione e’ difficile dire se sia piu’ falco o colomba; e’ chairman della “Autorité de contrôle prudentiel” (ACP), del Banking Mediation Committee e dell’Observatory for Payment Card Security; ha ottenuto la presidenza dell’indipendente Paris Club; e’ stato ministro del Tesoro francese ed e’ al momento presidente della Banca dei Regolamenti Internazionali

– Germania, Jens Weidmann: politico di spicco in patria, gli ultimi cinque anni e’ stato consulente economico di Angela Merkel, e’ stato infatti a capo della Division IV – Economic and Financial Policy – della Cancelleria Federale; ha avuto qualche scontro con Schauble in passato quando ha chiesto il coinvolgimento maggiore di Fmi e Ue nel pacchetto di aiuti alla Grecia; ha alle spalle esperienze professionali in Francia, alla Banca di Francia e alla National Bank of Rwanda; ha un carattere timido, ma e’ dotato di una mente economica molto acuta

– Grecia, George A. Provopoulos: ex professore dell’Universita’ di Atene ma soprattutto Ceo di due delle maggiori banche greche, Emporiki Bank – di cui ha gestito in prima persone la cessione a Credit Agricole – e Piraeus Bank; e’ considerato un pragmatico in materia di politica monetaria

– Irlanda, Patrick Honohan: e’ stato membro del FMI e della Banca Mondiale; e’ il principale arteficie dei piani anti crisi del suo paese nel triennio 2008–2010; e’ esperto in materia di sistemi bancari e finanziari

– Italia, Ignazio Visco: percorso studi proseguito in America, all’Universita’ della Pennsylvania; dal 1997 al 2002 e’ stato Chief Economist e Direttore dell’Economics Department dell’Ocse

– Lussemburgo, Yves Mersch: ha studiato a Parigi ed e’ noto come uno dei membri piu’ falchi del consiglio in fatto di tassi, ma anche lui evidentemente si e’ convinto che stimolare la crescita e’ cruciale per la ripresa dell’area euro; molto critico verso le politiche di investimento rischiose delle banche; amante di musica jazz ha la battuta facile: “Vi sembro un falco? Sara’ mica per la forma del mio naso?”. E’ l’unico a essere membro del board fin dalla sua istituzione.

– Malta, Josef Bonnici: ex segretario del Tesoro per due legislature specializzato nelle politiche per lo Sviluppo, e’ un professore di economia e capo del dipartimento dell’Universita’ principale dell’isola

– Paesi Bassi, Klaas Knot: ex ministro del Tesoro olandese e direttore del dipartimento della Pensions and Insurance Authority; e’ stato uno degli architetti chiave del piano di aiuti governativo che nel 2008 ha portato al salvataggio del settore finanziario; nato nel 1967, e’ il piu’ giovane dei membri del consiglio; ha promesso che seguira’ la strada della stretta monetaria che caratterizza da sempre l’asse tedesco-olandese

– Portogallo, Carlos Costa: all’inizio della sua carriera faceva parte del Dipartimento di ricerca del Banco Comercial Português ed era vice presidente della European Investment Bank; ha preso il posto di Constancio, quando quest’ultimo e’ stato nominato vice presidente del comitato esecutivo; si prevede che Costa raccolga l’eredita’ di colomba del suo predecessore.

– Slovacchia, Jozef Makúch: dottorato in ingegneria, e’ stato direttore della divisione di Ricerca, prima, e Security and Premises, poi, della Banca Nazionale Slovacca. Ha lavorato per il FMI e la Banca Mondiale. La sua posizione in materia politica monetaria resta un’incognita.

– Slovenia, Marko Kranjec: si distingue per la sua attitudine da falco anti inflazione; ex ambasciatore e ministro delle Finanze

– Spagna, Miguel Fernández Ordóñez: e’ stato Segretario di Stato per l’Economia; ha lavorato per Ocse e Fmi; scrive editoriali per El Pais; e’ l’autore di un sistema di provvigione “contro ciclica” per le banche che e’ stato adottato su larga scala e che ha l’obiettivo di anticipare e ridurre l’impatto negativo di una fase di rallentamento economico

Il Consiglio generale concorre all’assolvimento delle funzioni consultive della Bce; alla raccolta di informazioni statistiche; alla redazione del Rapporto annuale dell’istituto centrale; all’elaborazione delle disposizioni necessarie per uniformare le procedure contabili e di rendiconto riguardanti le operazioni compiute dalle banche centrali nazionali (BCN); all’adozione di misure, diverse da quelle previste dal Trattato, relative allo schema per la sottoscrizione del capitale della Bce; all’elaborazione delle condizioni di impiego dei dipendenti della banca centrale e sopratutto ai preparativi necessari per fissare irrevocabilmente i tassi di cambio delle monete degli Stati membri con deroga nei confronti dell’euro.

Il consiglio prende dunque decisioni sui tassi di interesse dell’eurozona in voce dei 321 milioni circa di cittadini della regione. Le riunioni avvengono due volte al mese. Di solito durante il primo incontro si discute in materia di costo del denaro, mentre il giorno successivo entrano in gioco altre questioni.

La procedura che porta alla nomina di un membro del consiglio e’ complicata: prima i ministri delle Finanze Ue prendono in considerazione i candidati proposti dai governi e fanno la loro scelta. A quel punto la Bce deve esprimere la sua opinione. Anche il parlamento europeo viene consultato. L’esame incrociato dei candidati avviene tramite un’audizione in pubblico in presenza della Commissione degli Affari Monetari ed Economici. Il Parlamento non ha diritto di voto. Infine avviene la nomina ufficiale scritta da parte del Consiglio Ue, ovvero i capi dei governi e degli stati membri.

La Bce e’ stata istituita in base al Trattato sull’Unione europea e allo “statuto del sistema europeo di banche centrali e della Banca centrale europea”, il primo giugno del 1998. La moneta unica e’ entrata in vigore nel gennaio del 1999 in undici degli allora quindici stati membri dell’Unione. Rischia di sparire dopo soli 13 anni di vita. L’ultimo stato ad aver adottato l’euro e’ stato l’Estonia nel 2011.