Bce gela i mercati. Borsa Milano -1,77%, pesano stime su debito e deficit Italia

19 Novembre 2013, di Redazione Wall Street Italia

MILANO (WSI) – Esce ridimensionato dalla seduta odierna l’azionario europeo all’indomani del balzo di Wall Street, che ha visto il Dow Jones superare i 16.000 punti, prima di ripiegare, e il Ftse Mib riagguantare quota 19.000 con un balzo di oltre +2%.

A pesare sono le parole pronunciate dal vice presidente della Bce Victor Costancio. Il membro del Comitato Esecutivo della Bce ha detto che le dichiarazioni precedenti fatte dai suoi colleghi circa l’acquisto di titoli di Stato sono state “citate solo come una possibilità e nulla di più“.

Gli investitori optano per le prese di profitto e il listino italiano ha esteso i ribassi sul finire delle contrattazioni. Il Ftse Mib ha subito un calo pari a -1,77%, tornando sotto la soglia psicologica dei 19.000 punti. Londra -0,4%, Parigi -1,12%, Francoforte -0,35% e Madrid -1,5%.

Il Benchmark dell’azionario europeo Eurostoxx ha accusato una flessione per la prima volta in quattro giorni, ritracciando dal nuovo massimo in cinque anni testato alla vigilia, quando è balzato al record dal maggio del 2008. L’indice Stoxx 600 è scambiato a un valore pari a 15,1 volte gli utili attesi, in rialzo rispetto alla media degli ultimi 10 anni, pari a 12,1 volte.

Sul listino italiano, attenzione al titolo Fiat, pesante dopo la notizia relativa alle immatricolazioni di auto, che nel mese di ottobre hanno sofferto un ulteriore calo, a causa della crisi economica italiana.

Conferme sul trend economico negativo dell’Italia arrivano di nuovo dal fronte economico, con la pubblicazione del dato relativo al fatturato dell’industria, che su base annua è sceso ad agosto dell’1%, con -3,4% sul mercato interno e +4,4% su quello estero. Su base mensile, ripresa quasi irrilevante +0,1%.

Attenzione alle indicazioni dell’Ocse che ha chiesto una revisione della manovra finanziaria, mettendo in evidenza i rischi che debito pubblico e problemi creditizi pongono per la ripresa.

L’ente francese ha affermato poi che “l’economia globale continua a crescere a un livello moderato”, ma sono previsti “segnali di accelerazione” per il 2014 e il 2015. Sempre che le condizioni di Usa e mercati emergenti migliorino, però. Sono state tagliate in ogni caso le previsioni sulla crescita mondiale.

Sull’Italia, l’organizzazione parigina ha rivisto al ribasso le stime sul Pil del 2013, alzando però quelle del 2014, e ritoccando in peggio l’outlook sul deficit del 2014 al 2,8 per cento, a fronte del 2,3 per cento di deficit previsto sei mesi fa.

Sul fronte debito pubblico, per il 2013 l’Ocse prevede un debito-Pil in rialzo al 132,7 per cento, dal 127 per cento del 2012, e ancora al 133,2 per cento nel 2014. Solo nel 2015 si assisterà ad una attenuazione al 132,6 per cento. “Assicurare un calo rapido del debito-Pil – si legge sull’Economic Outlook – richiederebbe un programma di risanamento in qualche misura più ambizioso”. Lo Spread tra Btp e Bund è sceso a 244,69 punti base a fronte di rendimenti decennali al 4,07%.

Dalla Germania, reso noto l’indice Zew, che misura la fiducia degli investitori tedeschi sulla base delle aspettative sui prossimi sei mesi, e che è salito per il quarto mese di fila a novembre a 54,6 punti dai 52,8 di ottobre.

Riguardo agli altri titoli, focus sui giudizi dei broker su Saipem (male) e Generali, le cui azioni sono richieste. Ma sotto le lenti degli investitori finisce soprattutto la performance di Finmeccanica – che dopo il balzo della mattinata cede terreno allineandosi al trend negativo del listino – sulla scia di alcune voci di mercato.

Sullo sfondo, maggiore cautela dopo le dichiarazioni del presidente della Fed di New York William Dudley, che ha ammesso di essere ottimista sulla ripresa economica; le parole hanno riportato i timori sul tapering della Fed, anche se lo stesso Dudley ha rassicurato i mercati affermando che le misure di stimoli economici rimarranno attive per un periodo di tempo considerevole. E’ attesa per la pubblicazione delle minute del Fomc – il braccio di politica politica della Fed -, in calendario nella giornata di domani.

Fanno riflettere i commenti degli analisti. La società di gestione di asset Grantham Mayo Van Otterloo (GMO) & Company ha riferito infatti chiaro e tondo di ritenere che lo S&P 500 è sopravvalutato del 75%. “Il mercato azionario americano è scambiato a livelli che non sembrano capaci di sostenere i ritorni che gli investitori sono stati abituati a ricevere dalle azioni”, ha commentato Ben Inker, co-responsabile dell’allocazione globale di asset presso GMO.

Azionario asiatico contrastato. Nikkei -0,25%, Hong Kong +0,25%, indice australiano S&P/ASX 200 -0,59%, indice Shanghai -0,19%, indice coreano Kospi +1,04%.

ALTRI MERCATIEuro -0,01% a $1,3501, dollaro/yen +0,04% a JPY 100,02; euro/franco svizzero invariato a CHF 1,2328, euro/yen -0,03% a JPY 135,05.

Riguardo alle commodities, i futures sul petrolio -0,10% a $92,94 al barile, oro +0,18% a $1.274,60.