Batosta per i nuovi mutui: in quattro mesi rate mensili più care fino a 50 euro

16 Maggio 2022, di Mariangela Tessa

L‘aumento dei tassi di interesse fa sentire i sui effetti sui nuovi mutui. Dopo anni di calma, il costo dei finanziamenti per l’acquisto di un’abitazione è tornato a salire, come certificato solo pochi giorni dalla Banca d’Italia, che ha riscontrato, nel mese di marzo il ritorno sopra il 2% per la prima volta dal 2019.  Confermato lo stesso trend nel bimestre aprile-maggio con il risultato che chi vuole accendere ora un prestito, si ritrova a pagare molto più di quanto gli sarebbe stato richiesto solo 4 o 5 mesi fa.

Ma quanto di più? Secondo quanto emerge da un’analisi del Centro Ricerca e Studi di Alma Laboris Business School, società specializzata in Master e Corsi di Alta Formazione e specializzazione per professionisti, l’Eurirs a 20 anni, ossia l’indice di riferimento per i mutui a tasso fisso, ha registrato una forte crescita nelle ultime settimane, aumentando di oltre 1,30 punti in appena 4 mesi (1,20 punti l’Irs a 25 anni e 1,08 quello a 30 anni).

Un incremento che finisce per riflettersi in modo diretto sulla rata del mutuo, che può rincarare anche di 50 euro. Se l’IRS è aumentato dall’1% all’1,3%, l’aumento del tasso praticato a chi chiede un mutuo oscillerebbe fra lo 0,8% e l’1% per un mutuo di circa 100mila euro.

Rate mensili più care fino a 50 euro

La rata mensile sale così in appena 4 mesi di circa 38 euro per un mutuo a 20 anni, di oltre 40 euro per un mutuo a 25 anni e di 49 euro per un mutuo a 30 anni. Su base annua l’impennata dei tassi si traduce in un aggravio di spesa che arriva a sfiorare i 590 euro nel caso di mutuo a 30 anni rispetto allo stesso prestito richiesto a gennaio.

Considerata la totalità delle rate, e al netto di spese bancarie, perizie e altri costi legati ai finanziamenti, un mutuo a tasso fisso a 20 anni costa oggi 9.099 euro in più rispetto a inizio anno, +12.107 euro un mutuo a 25 anni, e +17.640 euro quello a 30 anni.

“Il forte rialzo dei tassi risente in modo diretto del conflitto in Ucraina e dell’instabilità economica del momento – ha affermato l’amministratore di Alma Laboris Business School, Dario Numeroso – E’ bene ricordare che chi ha già acceso un mutuo a tasso fisso non subirà alcuna conseguenza, perché le ripercussioni di tale situazione saranno avvertite solo da chi accende oggi un finanziamento. Per il tasso variabile, invece, la situazione risulta stazionaria, fattore che sta spingendo un numero crescente di italiani ad optare oggi per tale tipologia di mutuo, che al momento consente risparmi non indifferenti sulla rata mensile rispetto al tasso fisso”, conclude Numeroso.