Bankitalia spacca il governo. Tria: “salvaguardare l’indipendenza”

11 Febbraio 2019, di Mariangela Tessa

Bankitalia spacca il governo. Prima le dichiarazioni dei due vicepremier, Matteo Salvini e Luigi di Maio, che hanno espresso la chiara volontà di cambiare i vertici. Poi come spesso accade al ministro dell’Economia Giovanni Tria spetta il compito di gettare acqua sul fuoco delle polemiche. Il pragmatico professore si smarca e invita a difendere l’indipendenza della banca centrale italiana.

L’indipendenza di Via Nazionale, ha detto rispondendo all’Ansa, “va difesa. Mi sono già espresso”. A stretto giro è arrivata anche la puntualizzazione della portavoce del ministro, secondo cui la dichiarazione, “sulla difesa dell’indipendenza della Banca d’Italia è stata un’affermazione prettamente istituzionale, ovvia e persino banale. Le parole di Tria non sono indirizzate contro nessuno”.

Ieri in mattinata i due vicepremier, che già avevano chiesto di azzerare i vertici di Bankitalia e Consob nel consiglio dei ministri di giovedì, hanno ribadito con forza la loro posizione.  Il ministro dello Sviluppo Economico, Di Maio, ha detto:

“Ora che noi come governo veniamo consultati per procedura costituzionale nella nomina del direttorio, se ci chiedono un parere sul rinnovo io dico no: c’è bisogno di discontinuità“, specificando che la volontà di cambiare i vertici “non è un attacco a Bankitalia e alla Consob”.

Bankitalia e Consob, per Salvini vertici vanno “azzerati”

Ma questo governo mette insieme due forze politiche che hanno sempre detto che “se esistono centinaia di migliaia di risparmiatori sul lastrico è perché chi doveva controllare non ha controllato”.

Quindi, ha spiegato, “quello che stiamo dicendo sia su Consob sia su Bankitalia non è un fronte, ma semplicemente il mantenere una promessa agli italiani“. Perché “le istituzioni che dovevano controllare prodotti finanziari e gli istituti di credito non hanno fatto il loro dovere”.

A stretto giro di posta, il ministro dell’Interno, Salvini, ha dichiarato: “Sono d’accordo con Di Maio. Provare a guardare avanti mi sembra il minimo”. Il vice premier ha aggiunto che “chi è pagato per vigilare e non vigila deve cambiare. Ci sono mega dirigenti con mega stipendi che dovevano controllare i risparmi degli italiani. Non mi sembra siano stati molto efficaci in questa situazione di controllo”.

I vertici dei due istituti, secondo il leader della Lega, dovrebbero essere “azzerati”. , anziché limitarsi a cambiare una o due persone. E i “truffatori” che hanno inflitto perdite ai risparmiatori italiani dovrebbero finire in carcere a lungo tempo.