Bankitalia: con spread a 450 Pil scenderà -2% nel 2012

17 Luglio 2012, di Redazione Wall Street Italia

Roma – L’Italia dovrà affrontare una lunga recessione, che potrebbe finire solo all’inizio dell’anno prossimo. Secondo il bollettino economico della Banca d’Italia, con lo spread Btp-Bund intorno a quota 450, il Pil dovrebbe calare del 2% quest’anno e dello 0,2% il prossimo. Stime riviste al ribasso rispetto alle previsioni di inizio gennaio.

“La fase recessiva – afferma Bankitalia – si estenderebbe alla seconda parte di quest’anno, ma a ritmi più contenuti rispetto ai primi due trimestri. Avrebbe termine all’inizio del 2013. Nel corso del prossimo anno la dinamica del prodotto resterebbe appena positiva, per poi riprendere vigore successivamente”. La crescita congiunturale “potrebbe avviarsi su basi più robuste” nel 2014.

Nel bollettino si legge che con l’economia in crisi l’occupazione diminuirà di oltre l’1% nel 2012 e l’anno prossimo la disoccupazione supererà quota 11%. “L’occupazione – afferma Via Nazionale – scenderebbe di poco più dell’1% quest’anno e resterebbe stazionaria il prossimo. A fronte di un significativo aumento della partecipazione al mercato del lavoro, già osservato nella prima parte del 2012, il tasso di disoccupazione si porterebbe al di sopra dell’11% nel 2013”.

Crollo pesante per i consumi, con le famiglie costrette a ricorrere ai risparmi per poter comprare. Secondo il bollettino economico della Banca d’Italia, i consumi si contrarranno “significativamente del 2,5% quest’anno e di quasi l’1% l’anno prossimo. Parte della spesa in consumi nell’anno corrente sarebbe finanziata attingendo ai risparmi: il tasso di risparmio scenderebbe ancora nella media del 2012-13”. “La spesa delle famiglie – sottolinea Bankitalia – sarebbe frenata dagli effetti delle manovre di riequilibrio dei conti pubblici sul reddito disponibile, nonchè dall’incertezza sulle prospettive del mercato del lavoro”.

Nel rapporto si legge che i risparmi derivanti dalla spending review e dalla lotta all’evasione fiscale devono essere usati per ridurre le tasse, soprattutto quelle sul lavoro. “In prospettiva l’attività di revisione della spesa, insieme al contrasto all’evasione, può consentire di ridurre le aliquote fiscali, specie sul lavoro, favorendo la ripresa”.

Le riforme strutturali varate dal governo “possono migliorare le prospettive di crescita” dell’economia. “Nell’insieme – afferma Palazzo Koch – i provvedimenti legislativi di liberalizzazione, di stimolo dell’attività economica e di riforma del mercato del lavoro varati negli ultimi mesi hanno introdotto mutamenti di carattere strutturale che incideranno positivamente sulle capacità di crescita della nostra economia, con effetti soprattutto nel medio periodo”.

Un riferimento al declassamento dell’Italia da parte di Moody’s, che non ha avuto “effetti sostanziali” sull’asta di Btp successiva al downgrade. “Il 13 luglio – spiega Via Nazionale – l’agenzia Moody’s, pur riconoscendo i punti di forza dell’economia italiana e i progressi conseguiti con le riforme strutturali, ha rivisto al ribasso il merito di credito sovrano. La decisione, resa nota subito prima di un’asta di titoli dello Stato italiano, non ha avuto effetti sostanziali sulla domanda o sui rendimenti”.

Intanto, La crisi del debito sovrano nell’area euro alimenta il flusso di disinvestimenti dall’estero. Il bollettino economico di Bankitalia segnala che i disinvestimenti netti di portafoglio, iniziati nella seconda meta’ del 2011 e connessi con le tensioni legate alla crisi dei debiti sovrani, sono proseguiti a ritmi sostenuti nei primi quattro mesi dell’anno corrente.

“I non residenti hanno disinvestito attivita’ italiane (soprattutto titoli a medio e a lungo termine) per 47,1 miliardi, mentre i residenti hanno effettuato vendite nette di attivita’ estere per 17,6 miliardi (soprattutto per il mancato rinnovo di obbligazioni e strumenti monetari)”.

La voce ”altri investimenti”, costituita in gran parte da depositi e prestiti, ha registrato nei primi quattro mesi del 2012 nuove passivita’ sull’estero per 58,2 miliardi, in larga misura riconducibili alle operazioni intra Eurosistema effettuate tra la Banca d’Italia e la Banca centrale europea (BCE) sul conto TARGET2.

Il saldo della Banca d’Italia presso la BCE, che aveva raggiunto in marzo i 270 miliardi, in contropartita dei deflussi netti sul mercato della raccolta bancaria e dei titoli di Stato, e’ rimasto stabile tra aprile e giugno su questo livello.