Bank of Canada e Mario Draghi

6 Settembre 2017, di Francesco Melillo

Che cosa accomuna la Bank of Canada (BOC) e Mario Draghi ?

Molto poco. Se non il pattern grafico che lega l’andamento valutario CAD/USD e EUR/USD che ha visto negli ultimi anni una svalutazione e negli ultimi mesi un’interessante apprezzamento.

L’economia del Canada è stata tra le economie mondiali che ha retto meglio all’onda d’urto della crisi degli ultimi 10 anni. I motivi risiedono principalmente nella gestione delle finanze pubbliche assennate, attenzione alla crescita ed alle imprese, solidità del sistema bancario, assenza di crisi dei mutui subprime, a differenza di Europa e USA.

Anche la Bank of Canada ha implementato una politica secondo la teoria della curva di Phillips.

Oggi l’annuncio inaspettato del rialzo dei tassi della Bank of Canada che raggiunge la soglia dell’1%. Inevitabilmente la valuta canadese si è apprezzata sul dollaro di oltre un punto percentuale.

Perchè questo rialzo e che cosa può significare per la riunione della BCE di Draghi?

Le motivazioni del rialzo risiedono nell’economia in miglioramento e del rialzo dei prezzi del mercato immobiliare.

E l’inflazione in Canada? Resta bassa, intorno all’1,2%…

In Europa com’è la situazione macro?

Economia in miglioramento, prezzi del mercato immobiliare in rialzo, inflazione in ripresa sopra al punto percentuale.

Perchè i tassi in Europa sono sotto zero? Stando alle considerazioni della BOC anche la BCE di Draghi domani potrebbe riservare qualche sorpresa?

Il prezzo da pagare per i cittadini del Canada sarà un rialzo dei prezzi dei finanziamenti, una rafforzamento del dollaro canadese, indi minori entrate per chi esporta le proprie merci da vendere all’estero. Proprio ora che la risalita dei tassi in USA sembrava essersi fermata è difficile ravvisare una ragione in questa mossa.

Certo, potrebbe essere un errore, però le considerazioni che riusciamo a fare con i piccoli elementi a disposizione in questo articolo, sicuramente è passata dalle menti del board canadese. Probabilmente, il board teme un fallimento della curva di Phillips (non crede più in questa teoria). Inoltre, potrebbe temere un ritorno della crisi, pertanto mira a creare un margine d’azione per quando si verificherà. Vedremo. Sta di fatto che non è una mossa da sottovalutare.

Per ulteriori approfondimenti consulta il blog dell’autore BuyMarket Finanza

 

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