Banche: vola titolo Ubi dopo rilancio offerta Intesa SanPaolo

20 Luglio 2020, di Mariangela Tessa

Intesa Sanpaolo e Ubi Banca si allineano ai nuovi valori dell’Ops, dopo l’aggiunta della componente cash da 0,57 euro all’offerta in azioni e dopo diverse sedute in cui Ubi trattava a premio proprio sulle attese di un rilancio.

Intorno alle 10,20 Intesa guadagna lo 0,2% a 1,83 euro per azione con oltre 25 milioni di pezzi passati di mano (media a 30 giorni di 141 milioni), mentre Ubi balza del 12,6% a 3,68 euro e volumi a 11,5 milioni, già sopra la media di 9,3 milioni.

Per conquistare Ubi, venerdì scorso Intesa San Paolo ha rilanciato l’offerta e oltre alle azioni ha messo sul piatto denaro in contante: non solo 1,7 azioni ordinarie di Intesa Sanpaolo ogni azione consegnata all’offerta ma anche un corrispettivo in denaro pari a 0,57 euro.

Ora l’offerta incorpora un premio del 44,7% rispetto al prezzo dell’azione UBI Banca Intesa e il controvalore complessivo e’ di 4,12 miliardi, di cui 3,47 miliardi quanto al corrispettivo in azioni e 652.242.533 euro in denaro.

“Alla base della nostra decisione c’è la convinzione di come un legame più forte con tutti gli azionisti di Ubi renderà più solida e coesa la nuova realtà, permettendole così di affrontare meglio i nuovi scenari” ha affermato il ceo di Intesa Sanpaolo, Carlo Messina. La decisione tiene in considerazione, spiega la banca, gli effetti del Covid 19, ma anche i conti trimestrali e il nuovo piano industriale di Ubi Banca.

Anche con un’offerta migliorata Intesa Sanpaolo “conferma per il gruppo risultante dall’operazione un coefficiente patrimoniale Common Equity Tier 1 ratio a regime pro-forma atteso superiore al 13% nel 2021” cosi’ come tutti gli altri target, l’utile netto atteso non inferiore a 5 miliardi di euro nel 2022 e la politica di dividendi con un payout ratio pari al 75% del risultato netto per l’esercizio 2020 e al 70% per l’esercizio 2021.

Il broker Fidentiis scrive che “il rilancio era atteso ma l’importo è leggermente sopra le nostre proiezioni e questo dovrebbe rendere l’offerta complessiva da parte di Intesa un ‘no brainer’ per qualsiasi azionista di Ubi, fondazioni incluse”. Inoltre, “il rilancio dell’offerta potrebbe portare Intesa sopra quota 67% del capitale di Ubi, rendendo il consolidamento della banca più semplice e il raggiungimento delle sinergie più fattibile”, conclude Fidentiis.

Le adesioni hanno raggiunto il 3,85% del capitale ma ora si allarga il fronte dei soci di Ubi pronti ad aderire all’Ops di Intesa anche se il cda di Ubi resta fermo e sottolinea che l’Antitrust “condivide le preoccupazioni” che aveva manifestato sull’operazione.

Dopo il sì già espresso da Cattolica per il suo 1% , la Fondazione Monte di Lombardia si è espressa sul suo 4%. Sulla stessa linea è orientato il patto degli azionisti bresciani della banca che raccoglie l’8% del capitale. Fondazione Cari Cuneo (ha il 5,9%) ha mutato il suo atteggiamento rispetto alla iniziale bocciatura alla proposta di Intesa.