Banche venete, lo Stato dovrà sborsare fra 8 e 9 miliardi

23 Giugno 2017, di Livia Liberatore

Salvare Veneto Banca e Popolare Vicenza verrà a costare in tutto fra i 12 e i 13 miliardi di euro. Di questi, Intesa Sanpaolo, che due giorni fa ha dato la sua disponibilità all’acquisto della good bank delle due banche venete, ne chiede quattro. Allo Stato spetterebbe un onere fra gli otto e i nove miliardi. Sono i calcoli fatti da La Stampa, in attesa di avere la certezza sulle cifre nel decreto che definirà tutti i dettagli, atteso per lunedì. “Sarà un decreto per salvare territori, occupazione e imprese”, ha detto l’amministratore delegato di Intesa Carlo Messina, “non un salvabanche”.

L’istituto milanese ha chiesto che i crediti in bonis assorbiti dalla banca comprendano anche gli accantonamenti previsti per i rischi. Si tratterebbe di due miliardi di euro. Il costo per la gestione degli esuberi volontari è stimato a due miliardi e mezzo. I tecnici del Tesoro e di Intesa sono in trattativa per ridurre la cifra.

Se questi numeri fossero confermati, l’intervento statale sarà meno gravoso del fallimento delle banche ma probabilmente più costoso della ricapitalizzazione precauzionale, quel piano A naufragato che mirava a salvare l’integrità delle imprese.

Il giudizio degli analisti sulla soluzione che va delineandosi è generalmente positivo, sia per il sistema bancario italiano che elimina così un fattore di incertezza, che per Intesa, perché ritenuto neutro sull’eps 2018. I dubbi si concentrano però sul via libera delle autorità europee, che potrebbero considerare troppo alto l’intervento dello Stato. Le condizioni restrittive poste da Intesa potrebbero far scattare la contestazione di aiuti di Stato.