Banche venete: ok cessione a Intesa. Analisti benedicono operazione

26 Giugno 2017, di Mariangela Tessa

Via libera al perfezionamento della cessione di Banca popolare di Vicenza e Veneto Banca a Intesa SanPaolo. In seguito all’approvazione e l’entrata in vigore del decreto approvato dal governo, Banca d’Italia ha confermato l’avvenuta cessione di una parte delle attività a Intesa Sanpaolo, così come previsto dal provvedimento del governo e allo stesso tempo ha provveduto alla nomina dei commissari liquidatori.

Assicurazioni allo stesso tempo sono arrivate sul fatto che dall’operazione che porta i due istituti nella pancia di Ca’ de Sass non ci sarà nessuna conseguenza per i clienti, che già dalla mattina di oggi potranno effettuare le consuete operazioni senza variazioni, ma sotto responsabilità di Intesa Sanpaolo.

Positiva la reazione del mercato: in avvio di seduta il titolo di Intesa SanPaolo segna un rialzo del 3,6%.  Anche gli analisti promuovono l’operazione.

 ‘Reputiamo molto positivamente la soluzione sia per Intesa Sanpaolo che per il settore bancario in quanto si risolve la crisi delle Banche Venete e si liberano i fondi necessari ad Atlante per acquistare i Npl di Mps e permettere la ricapitalizzazione precauzionale di Mps’, scrivono gli analisti di Intermonte.

Positivi anche gli esperti di Equita:

‘Ci sembra che i termini dell’intervento siamo ancora piu’ favorevoli per Intesa Sanpaolo di quanto ipotizzato finora’, scrivono, ricordando che Intesa riceve una dotazione di capitale up-front di 3.5 miliardi per far fronte alle attivita’ acquisite, con crediti performing per 26 miliardi. In questo modo ‘l’intervento e’ piu’ diretto e non richiede creativita’ contabile come avevamo ipotizzato’. Intesa riceve anche 1,285 miliardi per gli oneri di ristrutturazione che comporteranno la chiusura di 600 sportelli (su 900) e 4 mila prepensionamenti, ‘a cui e’ ragionevole ritenere aderiranno anche i dipendenti di Isp’. Sono poi previsti una ‘put’ per restituire 4 miliardi di crediti ad alto rischio (circa 15% del totale acquistato) entro tre anni e 1,5 miliardi di garanzie su rischi legali e contenzioso.

Anche per Credit Suisse ‘questo e’ un ‘happy end’ per le banche italiane in quanto rimuove il rischio sistemico e soprattutto per Intesa Sanpaolo, che ha potuto selezionare dei buoni asset gratuitamente’. Secondo gli analisti della banca elvetica, l’operaizone dovrebbe avere un impatto positivo sull’utile per azione dal 2018,senza escludere qualche potenziale limitato rischio di downside sul 2017. Comunque, ‘non c’e’ rischio per i dividendi’

Nel dettaglio dell’accordo, Intesa Sanpaolo, con il via libera unanime del cda, ha firmato “il contratto di acquisto, al prezzo simbolico di un euro, di certe attività e passività e certi rapporti giuridici facenti capo alle due banche”.

Il contratto di cessione – si legge in un comunicato di Intesa SanPaolo,  – “include una clausola risolutiva, che prevede l’inefficacia del contratto e la retrocessione alle banche in liquidazione coatta amministrativa del perimetro oggetto di acquisizione, in particolare nel caso in cui il Decreto Legge non fosse convertito in legge, ovvero fosse convertito con modifiche e/o integrazioni tali da rendere più onerosa per Intesa Sanpaolo l’operazione, e non fosse pienamente in vigore entro i termini di legge”.

Dallo Stato arrivano 5,2 miliardi subito per salvare gli istituti e garantire l’apertura degli sportelli. Scongiurato, dunque, il caos che si sarebbe creato, come ha detto il presidente del consiglio, Paolo Gentiloni, con un “fallimento disordinato”.

Il provvedimento, approvato in una riunione lampo del consiglio dei ministri, crea la cornice normativa per la ‘liquidazione ordinata’ (liquidazione coatta amministrativa) di Veneto Banca e Popolare Vicenza, con il conseguente passaggio della parte sana delle due venete a Intesa Sanpaolo.

“L’intervento di Intesa Sanpaolo permette di evitare i gravi riflessi sociali che sarebbero altrimenti derivati dalla procedura di liquidazione coatta amministrativa delle due banche, salvaguardando l’occupazione, i risparmi di 2 milioni di famiglie e l’attività di circa 200 mila imprese finanziate“, si legge in un comunicato di Intesa SanPaolo dopo la firma del contratto di acquisto, al prezzo simbolico di un euro, di “certe attività e passività e certi rapporti giuridici” di Pop.Vicenza eVeneto banca.

L’intervento sulle due Banche Venete “assicura la tutela di tutti i risparmiatori e dei creditori senior e che sono previste inoltre misure di ristoro per titolari di strumenti finanziari subordinati retail. E’ quanto scrive la Banca d’Italia in una nota ricordando che i clienti non subiscono alcuna conseguenza da questo passaggio: gli uffici e gli sportelli delle Banche saranno regolarmente aperti e pienamente funzionanti; tutte le operazioni bancarie potranno essere effettuate senza variazioni, ma sotto la responsabilità di Intesa Sanpaolo.

Il governo con il decreto “mobilizza risorse fino a 17 miliardi”, ha detto il ministro dell’Economia Pier Carlo Padoan, spiegando che le risorse aggiuntive servono “per la copertura del rischio di una retrocessione di crediti che non risultino in bonis al termine della due diligence, per un ammontare massimo 6 miliardi e 300 milioni”. L’altra voce è una “garanzia fino a 4 miliardi per crediti attualmente in bonis ma ad alto rischio”. Il ministro ha spiegato, comunque, che “l’esborso effettivo dello Stato” per le banche venete “sarà di circa 5 miliardi: cifre che non impattano sull’indebitamento”.