Banche Usa nei guai, in dubbio efficacia legge Dodd-Frank

19 Febbraio 2016, di Mariangela Tessa

NEW YORK (WSI) – Non solo in Europa, ma anche negli Stati Uniti il settore bancario continua ad alimentare le preoccupazioni degli addetti ai lavori e non solo. Il capitombolo registrato dalle azioni del settore e’ solo la punta dell’iceberg dello stato di malessere in cui si trovano gli istituti finanziari, molti dei quali hanno già’ anticipato programmi di dieta forzata.

Qualche numero per capire meglio. Da inizio anno, le azioni di Bank of America hanno segnato un calo del 20%, mentre quelle di Goldman Sachs hanno perso il 16%. Morgan Stanley, i cui titoli hanno segnato nello stesso periodo un deprezzamento del 22%, e’ gi’ corsa ai ripari tagliando oltre mille posti di lavoro nella divisione del reddito fisso. A questo, va aggiunto che la maggior parte dei big di Wall Street hanno anticipato un taglio dei bonus per quest’anno.

A questo proposito va ricordato che, secondo recenti calcoli del Wall Street Jornal, ammonterebbero a oltre un miliardo di dollari le perdite accumulate dai big della finanza americana in termini di bonus in azioni. Solo per gli impiegati di Goldman Sachs, gli unici ad aver confermato l’ammontare dei bonus distribuiti nel 2015 per l’anno precedente, le perdite sarebbero pari a 400 milioni di dollari.

Tenendo conto delle perdite delle azioni riportate dal 1 gennaio 2014 fino alla chiusura dello scorso mercoledi da Jp Morgan, Bank of America, Citigroup e Morgan Stanley, gli analisti del quotidiano economico americano calcolano perdite complessive per 1,34 miliardi di dollari.

Il Washington Post ricorda in un articolo pubblicato ieri che il settore bancario si trova sotto pressione per diverse ragioni. Prima fra tutte, i prestiti massicci concessi alle società petrolifere, che ora sono alle prese con un crollo dei profitti per via del brusco calo delle quotazioni del greggio.

Non solo. Il fatto poi che la Fed possa aumentare i tassi di interesse piu’ di una volta quest’anno complica ulteriormente le cose.  Tutto questo poi avviene nell’anno delle elezioni del nuovo Presidente. Il che riaccende la discussione politica sull’efficacia della riforma delle banche successiva alla crisi finanziaria del 2007 e che trova espressione nella Dodd-Frank

“E’ il periodo piu’ difficile da anni per Wall Street nonché un potenziale test per verificare se le riforme attuate nel 2008 siano sufficientemente forti per resistere alle pressioni del mercato” conclude il Washington Post.

Fonti: Washington Post, MarketWatch