Banche, sindacati: basta pressioni agli sportelli per la vendita di prodotti rischiosi

17 Dicembre 2018, di Alessandra Caparello

E’ dallo sportello che i rischi finanziari si diffondono contagiando i risparmiatori e dunque è lì che bisogna intervenire per combattere la bramosia delle banche. L’attacco arriva dal segretario generale della Fabi, Lando Sileoni riferendosi al fatto che qualche giorno fa le organizzazioni sindacali, incontrandosi per il rinnovo del contratto bancario, hanno puntato l’attenzione anche alle pressioni esercitate dall’alto agli sportelli per far vendere prodotti rischiosi o inappropriati alla clientela.

Giorni fa varie sigle sindacali hanno firmato con Ubi banca, l’ex popolare tra Bergamo e Brescia un accordo proprio al fine di arginare le pressioni commerciali allo sportello e tra i suoi aspetti più rilevanti vi era lo stop delle espressioni minacciose e offensive, comunicazioni e riunioni nel rispetto dell’orario di lavoro, meno report sulle vendite, una casella di posta elettronica dedicata per denunciare comportamenti scorretti dei superiori e anomalie nei processi commerciali. ”

Questo accordo rappresenta un’importante occasione per fare un passo in avanti sul tema delle pressioni commerciali”.

Così aveva detto il coordinatore Fabi del gruppo Ubi, Paolo Citterio a cui fa eco Sileoni.

Il nostro obiettivo è slegare i sistemi economici incentivanti dalla vendita dei prodotti finanziari e dal raggiungimento degli obiettivi commerciali individuali, di filiale e di gruppo (…)  L’accordo del febbraio 2017 è rimasto sostanzialmente inapplicato e di fatto ignorato dagli stessi gruppi che nel frattempo hanno approvato gli accordi aziendali, nei quali, con sole due marginali eccezioni, non sono stati recepiti i passaggi relativi ai sistemi incentivanti”.

Da qui l’attacco di Sileoni.

Questi sistemi, uniti alla bramosia di raggiungere elevati guadagni in poco tempo, rappresentano il cuore del problema, e lo si vede anche negli ultimi mesi, con le banche che “continuano a spingere sul collocamento di prodotti del risparmio gestito e di prodotti assicurativi che, legati a una componente azionaria, mettono in forte dubbio gli investimenti della clientela”.