Banche: in manovra regalo del governo da 2 miliardi

9 Maggio 2017, di Alessandra Caparello

ROMA (WSI) – Il governo regala alle banche almeno 2 miliardi di euro e questo grazie alla modifica sulla disciplina delle imposte anticipate. A rivelarlo un’indagine di Unimpresa secondo cui il decreto legge n. 50 del 2017, la manovrina chiesta da Bruxelles, ha corretto le norme sulle dta, ossia le deferred tax asset, per l’appunto imposte anticipate a carico degli istituti di credito che si trasformano automaticamente in crediti di imposta in caso di perdite fiscali.

Tutto ruota attorno agli incentivi dell’Ace, l’aiuto alla crescita economica introdotto nel 2012 e che dovrebbe premiare gli imprenditori che investono nell’impresa, concedendo uno sgravio fiscale sugli apporti di capitale effettuati. La norma originaria prevedeva che il beneficio poteva essere cumulato negli anni a partire dal 2011. L’articolo 7 del decreto 50 lo limita agli ultimi cinque esercizi e riduce l’aliquota dello sgravio. L’effetto è quello di aumentare la base imponibile e dunque le tasse per le imprese. Per le imprese ma non per le banche.

Con la modifica dell’Ace infatti, aumentando la base imponibile, per gli istituti di credito aumenta la possibilità di recuperare le perdite. Cosa significa? Come riporta un articolo de La Stampa, per “quelle banche che hanno avuto consistenti aumenti di capitale e forti perdite negli ultimi esercizi l’effetto è infatti radicalmente diverso e si traduce in un beneficio immediato, che tenderà a neutralizzarsi negli esercizi successivi”.

“Alcuni istituti hanno infatti accumulato fuori bilancio ingenti crediti fiscali (Dta), effetto delle pesanti perdite subite negli anni. Sono fuori bilancio perché la normativa impone di non contabilizzarli se non sulla base degli utili attesi, sulla base di un test periodico di recuperabilità. Ma la modifica dell’Ace, aumentando la base imponibile, aumenta anche la recuperabilità di queste poste. Spiega un analista: «Di fatto, anticipo adesso quello che avrei dovuto aspettare anni per portare in bilancio»”.

Così a fare due conti il Monte dei Paschi di Siena ha ad esempio 1,15 miliardi di Dta fuori bilancio e prevedeva di smaltirli nel giro di qualche anno, ma ora con il nuovo Ace si vedrà prodotto un effetto positivo sul patrimonio netto è di 891 milioni di euro. Effetti analoghi si avranno anche per le banche venete, visto che di fatto, una parte  dell’aumento di capitale arriverà con questa misura.

Come denuncia il vicepresidente di Unimpresa, Claudio Pucci:

“È uno scandalo gli istituti continuano a essere aiutati, ma non sostengono l’economia reale visto che i prestiti alle aziende sono crollati di 12 miliardi negli ultimi 12 mesi”.