Banche italiane piene di Btp, vicine al punto di saturazione

5 Novembre 2013, di Redazione Wall Street Italia

ROMA (WSI) – Dopo due anni trascorsi a comprare bond governativi, le banche italiane hanno raggiunto un punto di saturazione. Il Tesoro ora deve trovare investitori alternativi a casa e all’estero se vuole rifinanziare il suo enorme debito da oltre 2 mila miliardi di euro.

La capacità degli istituti di acquistare altro debito sovrano, riferisce Reuters in un articolo di approfondimento sulla questione, dipenderà in gran parte dalla Bce, secondo cui il buono stato di salute dell’Italia sia cruciale per il destino dell’intera area euro.

Da novembre e per tutto l’anno prossimo la Bce condurrà test molto severi dei bilanci degli istituti finanziari del blocco a 18, passando sotto esame anche quelli di 15 banche italiane.

Mario Draghi dovrà anche decidere se continuare con il programma LTRO, che prevede la concessione di miliardi di euro di prestiti a tassi vantaggiosi per tre anni, che le banche si sono finora limitate a usare per accumulare bond governativi nazionali anziché rigirarli nell’economia reale, facilitando i prestiti a imprese e famiglie. I contratti scadono a inizio 2015.

Gli eventi sopra citati determineranno quanto ancora le banche possono continuare a sostenere il Tesoro mostrando fiducia nella solvibilità del debito nazionale, operazioni che si sono rivelate fondamentali quando la terza economia dell’Eurozona è finita sull’orlo di una crisi “greca” a fine 2011.

La fuga degli investitori è ancora un rischio presente. La Bce ha fatto sapere che Roma deve risolvare i suoi problemi economici annosi e abbattere il debito e che le sue decisioni sono di importanza capitale essendo il suo destino “legate a doppio filo al destino dell’Eurozona”, come ha ricordato il mese scorso il membro del consiglio direttivo di Francoforte Joerg Asmussen.

“Il futuro dell’area euro non sarà deciso a Parigi e Berlino o a Francoforte e Bruxelles, bensì a Roma”.

Le banche italiane hanno approfittato dei soldi a tassi favorevoli ottenuti dai programmi Ltro per riempirsi le pance di Btp ad alti rendimenti, aumentando i livelli di profitti che erano calati di molto durante l’apice della fase di recessione.

In agosto detenevano Bond governativi per 397 miliardi di euro, contro i 402 miliardi di euro record di giugno.

Si tratta di una cifra pari al doppio di quella posseduta alla fine del 2011. Ciò significa, riporta sempre Reuters, che hanno utilizzato gran parte dei 255 miliardi ottenuti in prestito dalla Bce nel 2011 e 2012 per accumulare titoli di Stato.

Il Tesoro dovrà trovare presto degli investitori alternativi a casa e all’estero se vorrà rifinanziare il suo enorme debito. Secondo gli analisti di Prometia, Roma emetterà 65 miliardi di euro nel 2014 e le banche difficilmente potranno assorbire una tale quantità di Btp.