Banche italiane: per S&P il 2021 sarà grigio, in arrivo onda di Npl

19 Novembre 2020, di Mariangela Tessa

Niente di buono in vista per il settore bancario italiano. Almeno secondo gli analisti di S&P Global Ratings secondo cui la risposta del governo alla profonda recessione non riuscirà ad evitare danni permanenti all’economia.

Tutto questo secondo gli esperti finirà per avere conseguenze sui ricavi, profitti, liquidità e capitalizzazione delle banche. Solo le misure messe in campo dall’Europa – dicono gli esperti – riusciranno a mitigare i rischi per le banche e la turbolenza del mercato.

Procediamo con ordine. Secondo le stime degli analisti di S&P, ci vorranno più di due anni affinché l’economia italiana recuperi quanto perso nel corso del 2020. Dopo un 2020 nero, anno in cui il Pil segnerà una contrazione dell’8,9%, nel 2021 la crescita attesa dall’agenzia di rating è per un +6,4%, seguito da+2,3% nel 2022, e un più moderato +1,25% nel 2023 (anno in cui si rivedranno i livelli del 2019).

Npl attesi in crescita nel 2021

In questo contesto, si legge nel report di S&P firmato da Mirko Sanna, il rapporto NPL/crediti erogati delle banche italiane potrebbe salire al 12,9% dall’8,9% prima di Covid-19 sotto il peso dei crediti deteriorati provenienti dalle Pmi, in particolare quelle attive nei settori più colpiti da misure restrittive persistenti.

“Prevediamo che le perdite cumulative su crediti nei prestiti alla clientela cresceranno del 2,6-2,9% nel 2020-2021 (dal 10% al 12,9%), per poi rallentare a circa 0,8% nel 2022, che è ancora superiore allo 0,7% riportati nel 2019.  Ciò deriverà da un rapido aumento esposizioni deteriorate che prevediamo si verificheranno nei primi trimestri del 2021, una volta che il governo avrà revocato le moratorie e altre misure di sostegno, che hanno sostenuto le PMI. Sebbene elevate, prevediamo che queste perdite saranno complessivamente inferiori a quelle registrate nel picco della precedente doppia recessione. 

In questo contesto, spiega Sanna, una mano arriverà dalle misure della Bce per rafforzare la liquidità , anche se su questo terreno restano delle nubi.

L’accesso delle banche italiane a finanziamenti all’ingrosso a prezzi accessibili rimane limitato da prospettive economiche incerte e dal merito di credito sovrano.

Attesi cambiamenti nel sistema bancario

Cosa attendersi il prossimo anno nel panorama bancario italiano? Questa la visione degli esperti di S&P.

” La recessione metterà a dura prova la resilienza della qualità del credito delle banche e i progressi che le banche hanno compiuto negli ultimi anni per migliorare gli standard di gestione e sottoscrizione”, conclude Sanna, aggiungendo. “Prevediamo che questa recessione potrebbe indebolire ulteriormente la modesta capacità di guadagno del sistema finanziario italiano e amplificare i rischi di sostenibilità del modello di business per un certo numero di banche, soprattutto quelle più piccole e non diversificate.
A nostro avviso, la base dei costi relativamente alta, rispetto alla quantità delle entrate che le banche possono generare, limita la capacità delle banche di attutire le crescenti perdite di affari e di credito.
Riteniamo che ciò potrebbe creare maggiori incentivi economici per i cambiamenti strutturali nel settore bancario, compreso un ulteriore consolidamento nel tempo, dopo il matrimonio di Intesa San Paolo -UBI”.