Banche: Italia chiede danni a Ue, alt di Mattarella per difendere Bankitalia

29 Marzo 2019, di Alessandra Caparello

La controffensiva dell’Italia sul caso banca Tercas è in arrivo: come rivela oggi Il Fatto Quotidiano ieri la maggioranza giallo-verde ha depositato in Senato una mozione con cui si impegna il governo a chiedere i danni alla Commissione europea per il suo no all’uso del Fitd, il Fondo interbancario, per il salvataggio di Banca Tercas prima e poi delle quattro banche in risoluzione dopo.

Che il governo era in procinto di presentare una richiesta di risarcimento all‘Unione europea lo si era capito dalle parole chiare del ministro degli esteri Enzo Moavero Milanesi che all’indomani della sentenza del Tribunale Ue che ha accettato il ricorso dell’Italia sul salvataggio di Tercas, aveva affermato:

L’Italia esaminerà l’importante sentenza, che chiarisce molti aspetti che si erano sostenuti all’epoca, e farà tutte le valutazioni”.

Intanto sul tema banche si delinea un nuovo caso che promette di far discutere. E’ preoccupato il presidente della Repubblica Sergio Mattarella sulla prossima commissione parlamentare di inchiesta sulle banche. Una preoccupazione che nasce dalla volontà manifestata dalla maggioranza di partire puntando il dito sulla vigilanza di Bankitalia. Da qui l’invito di Mattarella ieri al Quirinale del presidente del Senato e della Camera, Elisabetta Casellati e Roberto Fico che, secondo la stampa, è stata occasione per chiedere ai due di rendersi garanti di un andamento dei lavori compatibile con la Costituzione, che eviti conflitti di competenze e assicuri un’approfondita inchiesta senza strumentalizzazioni di parte. Ma soprattutto che si preservi l’indipendenza della Banca d’Italia.

A preoccupare il Colle anche il nome di colui che i Cinque Stelle vorrebbero mettere a capo della commissione banche, ossia il senatore Gianluigi Paragone anche se la Lega pare storca il naso. Da qui la legge che istituisce la commissione è arenata al Quirinale provocando le preoccupazioni di Mattarella a che non si trasformi in un processo a Bankitalia.