Banche fallite, Vegas: “Rischi erano noti a tutti”

9 Maggio 2016, di Alessandra Caparello

MILANO (WSI) – I rischi delle obbligazioni subordinate delle quattro banche salvate dal governo Renzi, Banca Etruria, Banca Marche, CariChieti e CariFerrara, erano noti a tutti. Ad affermarlo il numero uno della Consob, Giuseppe Vegas, parlando a margine della relazione annuale al mercato finanziario.

“I prospetti e i supplementi informativi che accompagnavano le emissioni erano stati redatti nel rispetto delle regole di trasparenza previste dalle norme sul prospetto informativo”.

Ma nel giro di pochi secondi il tono del suo intervento cambia e ammette che qualche errore da parte delle autorità di vigilanza può esserci stato. P iù che altro errore “umano”.

“L’attività umana non è mai esente da rischi. I poteri pubblici non possono eliminare ogni forma di rischio, ma devono renderlo ragionevole. Questo è il compito delle autorità di tutela del risparmio. Le donne e gli uomini che le guidano e vi lavorano possono, come ogni essere umano, commettere errori”.

Da qui l’invito affinchè tutte le autorità operino in accordo con tutte le altre istituzioni “per determinare il giusto in modo uguale”. Il riferimento fatto dal presidente della Consob è alla Politica di Aristotele secondo cui “Quel che è giusto in modo uguale tiene d’occhio il vantaggio dello Stato intero e quello comune dei cittadini”, come scrive Il Fatto Quotidiano.

“Tradotto: governo, authority e – si suppone – magistratura, nel valutare se a qualcuno sono stati rifilati strumenti finanziari incompatibili con il suo profilo di rischio, devono tener presente anche il quadro più ampio”.

Giuseppe Vegas ha messo sotto i riflettori l’eccesso di informazioni contenuto nel prospetto che, secondo il numero uno dell’autorità, “equivale quasi sempre a una carenza di informazioni”.

“Il prospetto informativo non si è dimostrato un mezzo idoneo a fornire una risposta efficace al bisogno di conoscenza (…) il prospetto è divenuto uno strumento utile a chi lo redige per prevenire possibili rischi legali, ma rimane un documento troppo lungo e complesso per potere essere letto e pienamente compreso dal risparmiatore”.

Da qui la proposta dell’Authority di mettere in consultazione una raccomandazione recante linee guida per definire e standardizzare i contenuti delle avvertenze per l’investitore ed un’altra contenente i principi guida relativi alle informazioni chiave da fornire ai clienti al dettaglio nella distribuzione di prodotti finanziari”.

Nessuna necessità di ripensamento invece per i modelli di vigilanza sulla prestazione dei servizi di investimento, mentre a dover essere posti sotto osservazione sono solo i “modelli di gestione” di alcune banche.

“Nei modelli di gestione di alcune banche mancava un sistema adeguato di checks and balances fra soggetti decidenti, organi di gestione e organi di controllo (…) E’ stato questo meccanismo di corporate governance debole che ha provocato a imprese e risparmiatori danni i cui effetti negativi sono stati in alcuni casi sanzionati e in altri sono in corso di verifica da parte delle autorità di controllo e della magistratura”.

Ma se la Consob ammette qualche errore d’altra parte dimentica, come scrive il quotidiano, di assumersi la responsabilità di aver mandato in fumo centinaia di milioni di risparmi degli obbligazionisti delle quattro banche.

“Si pensi a quando, nel dicembre 2013, la commissione ha pubblicato sul proprio il sito il supplemento al prospetto informativo dei bond di Banca Etruria emessi quella primavera e ha concesso ai risparmiatori solo due giorni a cavallo delle festività per esercitare il loro diritto di revoca. Questo nonostante la normativa Ue dica chiaramente che i due giorni sono il tempo minimo da concedere ai clienti, tempo che può essere prorogato a discrezione dell’autorità”.