Banche, ex popolari nel mirino della Bce: stop a operazioni “baciate”

23 Novembre 2017, di Mariangela Tessa

Riflettori della Bce puntati sulle ex banche popolari. Secondo quanto risulta a Milano Finanza, “la Bce avrebbe deciso di fare definitivamente chiarezza sul tema del trattamento delle azioni”, uno degli aspetti più controversi – sottolinea il giornale –  delle ex popolari, emerso con evidenza durante la crisi delle due banche venete “specie perché spesso le operazioni cosiddette baciate stavano in bilico tra la concessione di una garanzia e uno scambio improprio di favori”.

In base a quanto scrive Luca Gualtieri sul quotidiano finanziario, l’istituto di Francoforte avrebbe deciso di fare definitivamente chiarezza sul tema suggerendo policy più stringenti ad alcuni istituti. Due sono le possibili opzioni al vaglio:

“non accettare azioni e obbligazioni subordinate di propria emissione a garanzia di linee di credito concesse oppure, accettandole, dedurle dal computo dei fondi propri, sterilizzandone in tal modo l’effetto patrimoniale”. 

Nel caso delle due banche venete, continua il quotidiano:

“le operazioni baciate sono servite soprattutto per gonfiare il patrimonio di vigilanza in una fase di stress patrimoniale. Quando Bce impose di dedurre questi strumenti dai mezzi propri, fece emergere il deficit patrimoniale da cui in parte derivo’ la crisi dei due istituti e il successivo intervento del fondo Atlante”