Banche europee, ecco quanto costerà la Brexit

15 Luglio 2016, di Daniele Chicca

LONDRA (WSI) – La Brexit rischia di costare 40 miliardi di euro di capitali alle banche europee. Se il Regno Unito dovesse uscire dal mercato unico le divisioni londinesi dei gruppi del credito stranieri potrebbero essere costretti a fare ricorso a fondi addizionali.

La stima è della società di ricerche e consulenza Boston Consulting Group. La Brexit potrebbe tradursi in un aumento dell’8-22% dei costi annuali per le unità delle banche che si occupano di mercati finanziari. Per alcuni istituti il prezzo da sborsare per rimanere nella City sarà troppo alto e saranno costretti a fare le valigie.

La vittoria del fronte del Leave ha gettato nel caos diverse banche che hanno sede a Londra, dal momento che rischiano di perdere il diritto di offrire servizi alla clientela europea anche dal Regno Unito. Ottenere un permesso di esercitare l’attività in un solo paese Ue ti consente infatti di fare affari in tutte le altre nazioni del blocco a 28 (istituzione che presto scenderà a 27 stati membri).

Per ora ci si è concentrati nell’impatto che la Brexit avrà sulle banche americane, che usano Londra come porta d’ingresso per l’Europa. Ma sarà ancora più elevato il costo per le 60 banche europee principali che operano nel Regno Unito, tra cui gruppi di caratura internazionale come Deutsche Bank, Commerzbank, BNP Paribas, Santander, Société Générale, ma anche aziende più piccole come Erste Group, Novo Banco, Piraeus e Cyprus Popular Bank.

“Tutti parlano della banche americane ma le banche europee subiranno un impatto maggiore”, dice citato dal Financial Times Philippe Morel, uno degli autori del report. L’Europa non è così importante per le banche statunitensi, conta per circa il 20-30% dei profitti fatti nei mercati finanziari”.

Le divisioni londinesi delle banche europee avranno bisogno di capitali propri una volta che il Regno Unito non farà più parte del mercato comune europeo, perché gli istituti non potranno più fare affidamento sulle licenze del loro paese di appartenenza – nel caso di Deutsche Bank per esempio in Germania – per fare affari nella City.

Alcune banche se la caveranno istituendo società e holding intermediarie nel Regno Unito, sulla falsa riga di quanto fatto negli Stati Uniti. Ma questi gruppi dovranno avere una capitalizzazione solida. Soltanto le banche tedesche avranno bisogno di 10 miliardi. In tutto si potrebbe arrivare a una somma intorno ai 40 miliardi di euro. Londra da parte sua rischia di perdere una buona fetta del giro d’affari che circola nei suoi mercati finanziari.