Banche centrali fanno incetta di oro, acquisti al top di tre anni

2 Novembre 2018, di Mariangela Tessa

La banche centrali mondiali fanno incetta di oro come non si vedeva da tempo. Secondo il World Gold Council (WGC), nei tre mesi chiusi a fine settembre, gli istituti di politica monetaria hanno aggiunto nei loro forzieri circa 148 tonnellate di metallo prezioso con un aumento del 22% su base annua, il ritmo più alto in quasi tre anni.

Ai valori attuali, tale quantità corrisponde a circa 5,82 miliardi di dollari di spesa. La banca centrale russa ha guidato gli acquisti, incamerando oltre 92 tonnellate di oro, quantità trimestrale che brucia il precedente massimo storico del 1993.

Tra i Paesi che hanno comprato il metallo prezioso a man bassa spiccano la Turchia (18,5 tonnellate), Kazakistan (13,4 tonnellate) e l’India (13,7 tonnellate). In Europa, anche le banche centrali di Polonia e Ungheria hanno incrementato in maniera significativa gli acquisti di oro, giustificando lo shopping con le incertezze geopolitiche.

L’oro è spesso considerato una copertura contro il calo del valore del dollaro, valuta che comunque nel terzo trimestre ha segnato un incremento rispetto alle principali divise estere (+0,7% l’index dollar).

L’effetto netto complessivo è stato che la domanda globale di oro nel terzo trimestre è stata di 964,3 tonnellate, in aumento di 6,2 tonnellate su base annua. Nonostante questo, le quotazioni hanno segnato un calo del 4 per cento durante il periodo, scivolando sotto di $ 1.200 all’oncia, ai minimi da gennaio 2017.