Banca Mondiale lancia allarme debito globale, colpa dell’impennata dei prestiti

9 Gennaio 2020, di Mariangela Tessa

Ancora una volta suona l’allarme debito. Questa volta arriva dalla Banca mondiale. Nel suo rapporto semestrale sulle prospettive economiche globali (GEP), pubblicato ieri, l’organizzazione con sede a Washington, ha dichiarato che negli ultimi 50 anni ci sono state quattro ondate di accumulo di debito. Le prime tre sono state identificate tra il 1970-1989, 1990-2001 e 2002-2009. E che l’attuale, iniziata nel 2010, è frutto dell’impennata dei prestiti, cresciuti ai ritmi più alti dagli anni ’70.

La World Bank ha quindi esortato i governi e le banche centrali a riconoscere che tassi di interesse, ai minimi storici, potrebbero non essere sufficienti a compensare un altro tracollo finanziario diffuso.

“I bassi tassi di interesse globali forniscono solo una protezione precaria contro le crisi finanziarie”, afferma Ayhan Kose, della Banca mondiale, aggiungendo che: “La storia dei picchi del debito mostra che il finale è quasi sempre infelice. In un ambiente globale fragile, aggiustamenti nelle politiche sono fondamentali per ridurre al minimo i rischi associati all’attuale ondata di debito”

Ne dettaglio dei numeri, nel 2018, il debito globale, guidato dalla Cina, è salito a un livello record di circa il 230% del prodotto interno lordo (PIL). Mentre il debito totale delle economie emergenti e in via di sviluppo ha raggiunto il massimo storico di quasi il 170% del PIL. Ciò ha segnato un aumento di 54 punti percentuali  rispetto al 2010.

La cosiddetta “quarta ondata” di debito globale presenta molte somiglianze con le tre precedenti: un panorama finanziario globale in evoluzione, crescente vulnerabilità e preoccupazioni sull’uso inefficiente dei fondi presi in prestito.

Come gestire un’eventuale nuova crisi?

La Banca mondiale ha affermato che la sana gestione del debito e la trasparenza dovrebbero contribuire a ridurre i costi di finanziamento e contenere i rischi fiscali. Non meno importante risulta una solida regolamentazione e vigilanza del settore finanziario per riconoscere e affrontare i rischi emergenti.

Nel frattempo, l’organizzazione mondiale ha rafforzato le sue previsioni di crescita economica globale al 2,5% nel 2020, in aumento rispetto alla precedente proiezione del 2,4%, ma ha avvertito che i rischi al ribasso potrebbero persistere.