Banca Marche: follie e favori a Mazzaro, ex di Santanché

7 Gennaio 2016, di Alberto Battaglia

Fra le perdite di uno dei quattro istituti salvati dal decreto del governo, Banca Marche, sono affiorati i finanziamenti dubbi erogati alle società di Canio Mazzaro, nei quali consigli sedeva il figlio dell’ex dg di Banca Marche Massimo Bianconi, Luca. A rivelare queste “Pesanti indebite ripetute pressioni” a La Stampa è Francesco Cesarini, “banchiere di lungo corso che per qualche mese, tra il 2012 e il 2013 è stato nel consiglio di Banca Marche”.

È dopo l’uscita di Massimo Bianconi che a Banca Marche emergono le anomalie sul credito facile concesso, fra gli altri, proprio a Mazzaro.

Imprenditore farmaceutico di gruppi come Pierrel e Bioera (oltre che ex compagno di Daniela Santanchè), Canio Giovanni Mazzaro, aveva già raccolto finanziamenti, a marzo 2013, per 19,4 milioni, di cui 18,8 in sofferenza. Il 76% di questa esposizione (Pierrel esclusa) era contratta proprio con Banca Marche.

Secondo un audit interno “Mazzaro riceve molti soldi anche a titolo personale” malgrado una dichiarazione dei redditi che non giustificava tale generosità; fra le operazioni sospette figura anche il finanziamento da 512mila euro per l’acquisto di un immobile del quartiere Parioli di Roma.

Per giustificare i flussi di credito a beneficio delle società di Mazzaro ci si affidava a “andamenti di periodo positivi”, sempre disattesi, alla prova finale della chiusura d’esercizio. Secondo l’audit non ci sono molte spiegazioni valide per giustificare i finanziamenti in perdita a favore di Mazzaro: non resta che notare come “nei consigli delle società di Mazzaro accanto a nomi come Flavio Briatore, Daniela Santanché (che è stata presidente di Bioera) o Paolo Cirino Pomicino (già vicepresidente di Ki Group) – conclude La Stampa – troviamo Luca Bianconi, figlio di Massimo”.

Fonte: La Stampa