Banca Generali: utile record nel 2019

10 Febbraio 2020, di Alberto Battaglia

Banca Generali ha chiuso il 2019 con utili, ricavi e masse gestite in aumento, al termine di quarto trimestre che ha confermato l’andamento positivo per l’istituto. Il titolo quotato a Piazza Affari, nonostante la giornata debole per la Borsa italiana, guadagna l’1,9% a 30,94 euro.

I risultati nei 12 mesi

Nell’arco complessivo dell’anno Banca Generali ha realizzato un utile netto di 272,1 milioni in crescita del 51%, segnando un nuovo record per i profitti dell’istituto. I ricavi si sono attestati a 578,0 milioni (+28,6%) mentre l’utile netto ricorrente è cresciuto del 12,7% a 150 milioni di euro.
Il margine di intermediazione è aumentato del 29% a 578,0 milioni grazie alla positiva dinamica del margine d’interesse e delle commissioni ricorrenti, mentre le commissioni lorde sono salite del 18,8% a 881 milioni.
Risultati importanti anche sul fronte delle masse gestite, che risultano in crescita di 11,5 miliardi nel 2019, con masse totali da 57,5 a 69 miliardi (con un raddoppio della consulenza evoluta a 4,7 miliardi).
La raccolta netta è stata di 5,1 miliardi nel 2019 (e di 438 milioni nel gennaio 2020): un ritmo in linea con la raccolta registrata nel 2018.

Crescono i costi operativi a 221,2 milioni (+12,5%) a causa, soprattutto, di alcune poste di carattere straordinario (pari a 9,1 milioni) e al consolidamento di Nextam e Valeur (6,9 milioni). “Al netto di queste voci, la crescita organica dei costi ‘core’ è stata pari al 4,8%”, afferma una nota di Banca Generali.

Nel quarto trimestre l’utile netto è cresciuto del 72% a 76,1 milioni.

La solidità patrimoniale

Il Cet1 ratio si è attestato al 14,6% e il Total Capital ratio (Tcr) al 16,1%; valori molto al di sopra dei minimi previsti dalla Bce, ma in calo, rispettivamente, dal 17,5% e dal 19% registrati a fine 2018). Due sono gli eventi che hanno contribuito a questo deterioramento della solidità patrimoniale: 1) l’adozione del nuovo principio contabile IFRS 16 che ha comportato un impatto non ricorrente sul relativo requisito patrimoniale pari a 93 punti base per il Cet1 ratio e 98 punti base per il Tcr rispettivamente; 2) il consolidamento di Nextam Partners e di Valeur con un impatto complessivo sul requisito patrimoniale di 119 punti base per il Cet1 ratio e di 118 punti per il Tcr relativo all’avviamento e ai requisiti aggiuntivi.

La proposta di dividendo

L’assemblea degli azionisti valuterà una proposta di dividendo pari a 216,2 milioni di euro, pari a 1,85 euro per azione e un payout ratio del 79%. La distribuzione, se approvata dall’assemblea, sarà divisa in due momenti: il primo dal 20 maggio 2020 (1,55 euro per azione) e il 20 gennaio 2021 (0,30 euro per azione).

Il commento dell’ad Mossa

“Il miglior anno nella nostra storia con risultati che evidenziano sensibili miglioramenti in tutte le voci del conto economico e dello stato patrimoniale. La componente variabile dei mercati ha visto crescere i ritorni per i nostri clienti mantenendo sempre quell’approccio prudente e di controllo della volatilità che ci caratterizza”, ha esordito nel suo commento l’ad di Banca Generali, Gian Maria Mossa.

“Nonostante le tensioni dei listini di fine 2018, abbiamo aumentato di oltre 11 miliardi le masse, rafforzando ulteriormente il nostro brand e posizionamento nel private banking italiano dove risultiamo tra i primi operatori”, ha proseguito, “abbiamo accelerato il lancio di soluzioni esclusive negli investimenti e nei servizi di wealth management e la risposta dalla clientela non s’è fatta attendere come evidenziano i dati in forte crescita delle masse sotto advisory evoluta, così come il successo del nuovo approccio consulenziale incentrato sulla sostenibilità nelle logiche SDGs”.