Banca Etruria: tutti assolti gli imputati delle consulenze d’oro. Anche Boschi senior

15 Giugno 2022, di Alessandra Caparello

Assolti tutti i 14 imputati nel processo sulle consulenze d’oro di Banca Etruria. Tra gli imputati assolti “perché il fatto non sussiste”, anche il papà dell’ex ministra, Pierluigi Boschi.

La sentenza è stata emessa oggi dal giudice Ada Grignani dopo una breve camera di consiglio, durata meno di un’ora e ha assolto perché “il fatto non sussiste” i 14 imputati a processo per il crac di Banca Etruria del 2015 nell’ambito del filone di indagine sulle cosiddette consulenze d’oro. L’udienza di questa mattina si è aperta con le uniche repliche dell’avvocato di parte civile Lorenza Calvanese. Presenti in aula anche due ex risparmiatori, Angelo Caramazza e Paola Cerini.

Banca Etruria e il filone sulle consulenze d’oro

Le consulenze finite nel mirino della procura diretta dal procuratore capo Roberto Rossi erano quelle che vennero affidate per valutare, analizzare e poi avviare il processo di fusione di Banca Etruria con un istituto di elevato standing. Le autorità bancarie, infatti, avevano richiesto di approfondire la possibilità di una fusione con la Banca Popolare di Vicenza, operazione che poi non si concretizzò.
Per sondare la prospettiva di tale fusione, però, stando agli elementi raccolti durante le indagini, furono affidati incarichi per circa 4 milioni e mezzo di euro, in un arco temporale compreso tra il giugno e l’ottobre 2014, a grandi società, come Mediobanca, o conosciuti studi legali di Roma, Milano e Torino.

Secondo l’accusa definita dal pool di pm istituito dal procuratore Rossi, fu tenuta una condotta imprudente, con i vertici della banca che non avrebbero vigilato sulla redazione di quelle consulenze , ritenute dagli inquirenti in gran parte “inutili” e “ripetitive”. Gli imputati assolti dal tribunale dalle responsabilità penali contestate con formula piena in quel processo sono stati: Giorgio Guerrini (la Procura aveva chiesto una condanna a 5 anni e 4 mesi), il cui nome era collegato all’affare dello Yacht Prestige di Civitavecchia; Federico Baiocchi De Silvestri; Giovanni Inghirami (la pena richiesta era di 4 anni), che è stato vice presidente di Banca Etruria; Augusto Federici; Lorenzo Rosi, ultimo presidente di Banca Etruria prima del commissariamento; Laura del Tongo; Andrea Orlandi; Ugo Borgheresi; Franco Arrigucci; Mario Badiali; Maurizio Bartolomei Corsi; Alberto Bonaiti; Luigi Bonollo; Piero Burzi; Paolo Cerini; Giampaolo Crenca; Paolo Fumi; Saro Lo Presti; Gianfranco Neri; Carlo Platania; Carlo Polci; Massimo Tezzon. Il 24esimo imputato era il tributarista e docente universitario Enrico Fazzini, deceduto lo scorso 31 luglio all’età di 76 anni; per lui era stata chiesta una pena di 2 anni e 8 mesi.

Nell’ambito dello stesso filone di indagine, con rito abbreviato sono stati già condannati dal tribunale di Arezzo l’ex presidente di Banca Etruria Giuseppe Fornasari e l’ex direttore generale Luca Bronchi, per bancarotta fraudolenta, a 5 anni di reclusione, l’ex vice presidente Alfredo Berni a due anni per bancarotta fraudolenta e l’ex membro del cda Rossano Soldini a un anno per bancarotta semplice. Il processo d’appello inizierà il 10 novembre.

Avevo giurato a me stessa che non avrei mai pianto per Banca Etruria. Oggi l’ho fatto. E non ho paura di ammetterlo in pubblico. Ho pianto come una bambina, in ufficio, alla Camera. Ho pianto perché mio padre è stato assolto dall’ultima accusa che gli veniva mossa su Banca Etruria. Con oggi si chiude un calvario lungo sette anni. E si chiude nell’unico modo possibile: con la certezza che mio padre era innocente …
“La verità giudiziaria non cambia niente per me: ho sempre saputo che mio padre è stato attaccato sui media e non solo per colpire altri. Ma oggi la verità giudiziaria stabilisce ciò che io ho sempre saputo nel mio cuore: mio padre è innocente. E ora lo sanno tutti, non solo la sua famiglia. Lo sa il popolo italiano, nel cui nome la sentenza è stata pronunciata. Lo sanno le Istituzioni di questo Paese che io ho servito con dignità e onore.
Lo sanno gli avversari politici che mi hanno chiesto le dimissioni per reati che mio padre non aveva fatto. Lo sanno i talk che hanno fatto intere trasmissioni contro di me e di noi e che non dedicheranno spazio a questa vicenda. Lo sanno gli odiatori che mi hanno insultato spesso con violenza verbale e frasi sessiste nel silenzio complice e imbarazzato di tanti”

Così Maria Elena Boschi su Twitter.