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Banca centrale russa beffata. Alza tassi al 10,5%, ma è nuovo minimo per il rublo

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ROMA (WSI) – La banca centrale della Russia ha alzato il tasso chiave di riferimento dal 9,5% al 10,5%, nell’intento di arginare il continuo crollo del rublo, che sta registrando la peggiore performance in 16 anni. Niente da fare. La mossa – si tratta del quinto rialzo dei tassi quest’anno – è stata del tutto snobbata dai mercati, con gli investitori che hanno continuano ad attaccare la valuta.

Subito dopo il rialzo dei tassi il rublo perdeva -0,8% contro il dollaro, con il rapporto dollaro/rublo che ha superato per la prima volta la soglia dei 55 rubli, a 55,2605 per dollaro. Nicholas Ebisch, analista del mercato valutario presso Caxton FX, teme che l’aumento dei tassi sia “troppo poco” e arrivi allo stesso tempo “troppo tardi” per frenare la caduta libera della valuta.

“Una combinazione di bassi pressi del petrolio e delle commodities ha danneggiato l’outlook economico del paese, in una economia che dipende dal petrolio e dal gas per il 16% del Pil, e sempre il petrolio e il gas incidono per più del 70% sulle esportazioniò. Combinate l’outlook debole con le sanzioni economiche imposte dall’Occidente, e avrete la ricetta per il disastro della valuta russa”.

La banca centrale ha inoltre, contestualmente al rialzo dei tassi, avvertito che l’inflazione potrebbe essere superiore al 10% nel primo trimestre del 2015, rivedendo anche al ribasso le stime sul Pil del 2015-16 quasi a zero. (Lna)