Banca Carige ha le ore contate: ultimo tentativo per salvarla

28 Novembre 2017, di Alessandra Caparello

Il mercato guarda con estrema attenzione ai nuovi sviluppi relativi a Banca Carige, che oggi perde l’1% dopo il tonfo di ieri a Piazza Affari che ha portato le azioni dell’istituto ligure ad un prezzo di emissione previsto dall’aumento di capitale di 1 centesimo.

I titoli dell’istituto ligure, che oggi perdono circa un punto percentuale, ieri hanno lasciato sul terreno il 2,83% a 0,0103 euro, mentre i diritti relativi all’aumento di capitale hanno perso il 61,1% a 0,0148 euro, mentre nella seduta odierna sono stati sospesi con un calo teorico del 12,16%. Dieci mesi fa, il 24 gennaio 2017 i titoli della banca valevano 0,396 euro mentre oggi sono calate a 0,102 arrivando così a perdere in dieci mesi quasi tre quarti della sua capitalizzazione di mercato.

La settimana scorsa è partito l’aumento di capitale da 560 milioni di euro e oggi sta entrando nel vivo. Il cda della banca si riunisce per concedere un’esclusiva al possibile acquirente della società di credito al consumo Creditis.

La banca ha ricevuto tre offerte vincolanti tutte provenienti da fondi internazionali e il candidato in pole position per l’acquisizione sarebbe Crc, ovvero Christofferson Robb & Company, un hedge fund americano specializzato nel settore. Nessuna banca è rimasta in gara per la società del credito al consumo e sia Mediobanca che Santander hanno fatto marcia indietro nei giorni scorsi, probabilmente per una questione di prezzo

Per le prossime ore invece c’è l’appuntamento fissato per gli azionisti per dare indicazioni su cosa intendano fare in merito ai diritti in loro possesso, altrimenti l’istituto guidato da Paolo Fiorentino venderà i diritti giacenti per i quali non sono giunte indicazioni. Proprio Paolo Fiorentino, ex calciatore, ex manager Unicredit è l’uomo che il vicepresidente e principale azionista di Carige, Vittorio Malacalza, ha scelto per risanare l’istituto zavorrato da miliardi di crediti deteriorati e sottopatrimonializzato, nonostante due precedenti aumenti di capitale.

I diritti di opzione saranno esercitabili dal 22 novembre 2017 al 6 dicembre 2017 (data inclusa) e saranno negoziabili in Borsa dal 22 novembre 2017 al 30 novembre 2017 (data inclusa) e dal giorno 1° dicembre al 6 dicembre i diritti potranno solamente essere sottoscritti.