Azionisti consapevoli e responsabili

19 Agosto 2020, di Fabrizio Guidoni

La nuova direttiva sui diritti degli azionisti, la Srd II (Shareholders Rights Directive II) ha spostato per la prima volta il focus dai diritti alla responsabilità degli azionisti e al loro impegno nella governance delle società.
Tra questi, a braccetto con i gestori dei fondi più attenti alle tematiche Esg ci sono di certo gli investitori previdenziali, la cui consapevolezza in questo ruolo è emersa con decisione nel corso di una conferenza digitale dal titolo “Nuove responsabilità e aspettative: le implicazioni della ‘direttiva azionisti”.
Il convegno, tenuto sotto forma di webinar, è stato organizzato dal Centro di Tutela dei diritti degli azionisti istituzionali, costituito per iniziativa di Assoprevidenza e del Consiglio nazionale dei Dottori commercialisti e degli Esperti contabili.

Voglia di contare di più
Il messaggio trasmesso dagli investitori previdenziali è chiaro: “Vogliamo contare di più nelle società quotate”. Come? Esercitando oltre ai diritti di intervento e di voto in assemblea anche le nuove responsabilità alle quali sono chiamati dalla normativa europea. E in questo loro nuovo crescente coinvolgimento nella vita e nella governance delle società quotate sono proprio i criteri di tipo Esg, ovvero ambientali, sociali e di governance, a essere destinati ad avere un peso e un ruolo sempre maggiore.

Effetti virtuosi
Quali sono gli effetti della nuova normativa per gli emittenti, per gli investitori istituzionali e per le società di gestione? Lo ha spiegato Achille Coppola, presidente del Centro di tutela degli azionisti istituzionali, aprendo i lavori del convegno. Coppola ha sottolineato il peso sempre più rilevante degli investitori previdenziali nell’economia e ha sostenuto la necessità di una loro partecipazione attiva ai mercati regolamentati.
Un esempio sullo stato dell’arte di questo approccio sempre più virtuoso lo ha poi portato Giuseppe Santoro, presidente di Assodire, l’Associazione degli investitori responsabili costituita da tre grandi Casse di previdenza libero professionali – ingegneri e architetti (Inarcassa), avvocati (Cassa Forense) e medici (Enpam).
Santoro ha testimoniato il percorso dell’Associazione e ha parlato chiaramente di impegno di scopo, come azionisti, per il rispetto da parte delle società investite dei criteri di etica finanziaria così come di governance (composizione dei consigli di amministrazione, management indipendenti, e così via) e di ambiente, confermando la scelta Esg.

La visione di lungo periodo dei fondi pensione complementari
Nel corso del convegno è anche intervenuta Ivonne Forno, che parlando come amministratore del Centro di tutela degli azionisti istituzionali, ha indicato la Direttiva Srd II come importante occasione per i fondi pensione complementari, per compiere un passo in avanti verso un ruolo attivo come investitori di lungo termine nel segno di governance e sostenibilità.
Sulla visione di lungo periodo dell’investimento ha insistito poi Simona Bonomelli, parimenti amministratore del Centro, la quale ha sottolineato l’indipendenza dei singoli investitori non solo nell’analisi e nella scelta delle società quotate in cui investire ma anche nella partecipazione attiva, in particolare attraverso il voto di lista, come amministratori indipendenti.

La Sdr II vista dal mondo corporate
Fabio Bonomo, head of corporate affairs di Enel, ha illustrato invece il punto di vista del lato corporate portando l’esperienza consolidata di una grande società emittente.
Gli assetti proprietari di Enel, ha spiegato, hanno reso da tempo necessario un engagement continuativo con investitori e gestori, anche al fine di assicurare un adeguato consenso in sede assembleare.

L’impegno di Assoprevidenza
Tirando le somme del dibattito il presidente di Assoprevidenza Sergio Corbello, anche quale vicepresidente del Centro, ha sottolineato che la strada è tracciata e che sui temi del webinar il Centro stesso e Assoprevidenza continueranno un percorso che appare virtuoso, da sviluppare in collaborazione con tutti quanti già vi stanno lavorando, mettendo a fattor comune le diverse esperienze maturate.

L’articolo integrale è stato pubblicato sul numero di luglio-agosto del magazine Wall Street Italia