Azionario Usa 2020, potenziale di crescita medio è previsto al 5,5%

13 Gennaio 2020, di Alberto Battaglia

La media dei target price assegnati dagli analisti alle società americane conferma la prospettiva che, quest’anno, il potenziale di crescita dell’azionario Usa sia di gran lunga inferiore a quello sperimentato nel 2019. Se a fine 2018 target price medio, calcolato da Bespoke Investment Group tramite un’analisi bottom-up, descriveva un potenziale rialzo del 24% a fine 2019 esso si limita a un ben più magro +5,5%. Nel 2019 peraltro le cose sono andate anche meglio del previsto: lo S&P 500 ha chiuso l’anno con una performance del 29% (il miglior anno dal 2013).

Tecnologia, assistenza sanitaria, servizi pubblici, servizi finanziari e beni di prima necessità si trovano al di sotto del 5% rispetto ai loro target price, il che rappresenta una netta differenza rispetto allo scorso anno quando le azioni erano al di sotto dal 10 al 20% rispetto ai loro obiettivi di prezzo”, ha scritto Bespoke in una nota per i clienti.

Nel 2019 uno dei settori più performanti era stato, ancora, quello tecnologico: lo testimoniano i dati del Nasdaq 100 e del Nasdaq Composite, il cui progresso nel 2019 è arrivato al 38% e al 35,2% (contro il 29% dello S&P 500). Gli analisti, secondo i dati Bespoke, avrebbero dunque ridimensionato la loro visione ampiamente rialzista su questo settore.

 

I produttori di beni di prima necessità, il comparto finanziario e quello delle utility sono i tre settori che presentano i rialzi potenziali più contenuti, inferiori al 3%.

Sul versante opposto, c’è il comparto energetico che, dopo un 2019 decisamente difficile, risulta ora il più promettente con un target price superiore del 15,2% rispetto al valore delle azioni di fine anno.

Allo stesso tempo le raccomandazioni “buy” sulle azioni sono passate dall’essere il 55,4% del totale al 50% circa, un altro segno dell’ottimismo assai cauto degli analisti. Anche qui è il comparto energetico quello più raccomandato, con una percentuale di rating “buy” al 64,2%.

Una corsa che è proseguita a inizio anno

Mentre le previsioni di fine 2019, come abbiamo visto, si sono limitate a un rialzo potenziale del 5,5%, i maggiori listini americani hanno continuato a battere record nelle prime settimane del nuovo anno. Il 10 gennaio il Nasdaq 100 ha chiuso su nuovi massimi storici portandosi a 9.019 punti, circa il doppio rispetto ai livelli del picco antecedente allo scoppio della crisi del 2000. Il giorno precedente era stato lo S&P 500 a registrare i nuovi massimi storici portandosi a 3274 punti S&P 500. Già lo scorso novembre la corsa della borsa Usa ha fatto registrare la migliore (e più lunga) fase rialzista di sempre con una performance del 468% dal marzo 2009.

Attualmente lo S&P 500 è in rialzo dell’1,07% da inizio anno, mentre il Nasdaq 100 è già salito del 2,67%.