Azimut: utile record nel 2019, prosegue focus su attività estere e fondi alternativi

9 Gennaio 2020, di Massimiliano Volpe

Nel corso della convention per i 30 anni di attività della società in corso a Montecarlo, Azimut ha presentato i risultati preliminari dell’esercizio 2019 e gli obiettivi per l’anno in corso. Sulla base dei primi dati di sintesi il Gruppo Azimut prevede di chiudere il 2019 con il miglior utile netto consolidato della storia del Gruppo, compreso fra i 360 e i 370 milioni di euro.

Nel dettaglio lo scorso anno il Gruppo ha registrato una raccolta netta di circa 4,6 miliardi di euro, portando così il patrimonio complessivo a superare i 59 miliardi di euro (contro i 50 miliardi a piano e +16% rispetto a fine 2018). Inoltre, è già stato raggiunto e superato anche l’obiettivo relativo alle masse totali delle attività estere del Gruppo.
Alla fine del 2019, infatti, il totale del patrimonio raccolto gestito dalle realtà non domestiche del Gruppo ha raggiunto il 29% del totale, contro il 15% preventivato nel piano industriale 2015-2019. La contribuzione all’Ebitda di Gruppo dell’estero è stimata tra 50 e 55 milioni di euro (+53% rispetto al 2018).

I dividendi cumulati distribuiti agli azionisti nei 5 anni del piano 2015-2019, includendo quanto verrà proposto al cda di Azimut Holding, convocato per il 5 marzo 2020, saranno pari ad almeno 7,8 euro per azione. Considerando tale proposta di dividendo, la media del payout complessivo nei 5 anni sarà superiore al 90% circa, superando ampiamente il target previsto da piano, ed equivalente ad uno yield medio cumulato del 44%.

In attesa di conoscere i dettagli del nuovo piano industriale che verrà presentato prima dell’estate la società milanese stima, in condizioni di mercato normali, un’utile netto per il 2020 di almeno 300 milioni di euro rispetto al range 250-300 milioni di euro indicato durante l’Investor Day del 4 giugno 2019. Questo ulteriore target sarà raggiungibile grazie ad una crescita su tutte le linee di business: la distribuzione in Italia, i prodotti alternativi e le attività estere.

“Nel 2019 abbiamo generato una performance media netta al cliente migliore del mercato e pari a circa il +8.5%. Non c’è modo migliore per festeggiare i 30 anni di storia di Azimut raggiungendo con successo, per la terza volta consecutiva, tutti gli obiettivi previsti dal piano quinquennale. Infine, siamo soddisfatti di aver lanciato i primi prodotti nel segmento dei private markets per democratizzare questa asset class, che ci hanno permesso in pochi mesi di oltrepassare 1 miliardo di masse”  ha chiarito Pietro Giuliani, presidente del Gruppo.

 

La strategia sui prodotti del risparmio gestito

Prosegue senza soste il progetto sugli investimenti alternativi dedicati ai clienti del gruppo. Secondo quanto chiarito dall’a.d. Paolo Martini nel corso della presentazione, dopo il successo del più grande evento italiano dedicato ai mercati privati, Azimut Libera Impresa EXPO, la raccolta sui prodotti lanciati nell’ultimo trimestre del 2019 è di oltre 450 milioni di euro, portando a più di 1 miliardo le masse sui prodotti di private markets.
In aggiunta, è ufficialmente partito il collocamento del fondo Italia 500, realizzato in collaborazione con P101 Sgr, che sarà un fondo comune di investimento alternativo chiuso e non riservato, la cui durata sarà di 10 anni, con un importo minimo di sottoscrizione di 5 mila euro. Le aziende target sono startup con un fatturato sino a 5 milioni di euro e PMI con sede prevalentemente in Italia, operanti su tecnologie, prodotti e/o servizi riferibili ai settori industriali e digitali, con un fatturato compreso tra i 5 e 50 milioni di euro.

Focus sulla governance

Nel corso della presentazione è stato fatto il punto anche sull’operazione di rafforzamento della partecipazione in Azimut Holding S.p.A. (cosiddetta “Leveraged Buyout”) sottoscritta nel maggio 2018. E’ stato concordato con la banca finanziatrice di estendere la durata del finanziamento di ulteriori due anni, portando la scadenza a giugno 2023 e confermando ulteriormente l’impegno alla creazione di valore nel lungo termine.
Infine, come previsto dalle clausole sottoscritte nel 2018 e successivamente alla scadenza del lock up, l’azionista Timone Fiduciaria ha comunicato ad Azimut Holding che il fondo di private equity Peninsula Investments II è di comune accordo uscita dal patto di sindacato, dando così maggiore flessibilità ad Azimut Holding S.p.A. di proseguire nell’attuazione del piano di buyback approvato dall’Assemblea degli azionisti il 24 aprile 2019, che ha fissato il limite massimo di acquisto a 50 euro per azione.