Avrebbe dovuto ripristinare fiducia in banche italiane. Tutte le gaffe del portale PattiChiari.it

17 Novembre 2014, di Redazione Wall Street Italia

ROMA (WSI) – L’Abi decide di smobilitare il portale Pattichiari.it. E’ quanto riporta un articolo de “Il Fatto Quotidiano”, facendo notare “che sul sito, a qualche giorno campeggia una comunicazione un po’ criptica che suona però come un preavviso di sfratto”.

“Il consorzio PattiChiari ha per oggetto la gestione ad esaurimento delle attività nonché l’esercizio di servizi ad esse connessi”. Nato nel 2003, il portale si è prefisso come obiettivo principale quello di ripristinare la fiducia dei cittadini nelle banche italiane, dopo le perdite che diversi italiani hanno subito per casi famosi come quelli del crack Cirio, Parmalat e Tango bond.

Il contesto internazionale non ha aiutato. Il sito ha subìto un forte schiaffo dalla crisi finanziaria Usa che si è abbattuta su tutto il mondo, ma ha avuto anche le sue responsabilità. Eclatante, continua il Fatto Quotidiano, quella che risale alla data del 15 settembre del 2008, giorno in cui Lehman Brothers dichiara il fallimento. Lo stesso giorno, sul portale, si legge che “14 titoli emessi dalla terza banca di affari statunitense venivano valutati come sicuri”. Addirittura i bond Lehman vengono considerati bond con rating A+ e inclusi nella categoria di “Obbligazioni a basso rischio e a basso rendimento”.

Nel caos mondiale, il sito peggiora il senso di sfiducia verso le banche italiane, dal momento che il mancato aggiornamento dei bond inganna diverse migliaia di risparmiatori italiani, scrive Il Fatto.

Che ricorda poi come, Elio Lannutti, numero uno dell’Adusbef, accusi poi PattiChiari di aver considerato “a basso rischio” almeno 57 titoli “tossici”. Una gaffe dopo l’altra, che porta 50 banche su 150 a uscire dal portale nel 2009 e a confermare un lento ma innegabile declino di un progetto che non è riuscito, alla fine, mai a ripristinare la fiducia degli italiani verso le banche.

Fonte da cui è stato estrapolato l’articolo

Il Fatto Quotidiano.