Automazione lavoro rischia di far saltare 30% dei posti ma ne creerà molti altri

27 Marzo 2017, di Mariangela Tessa

Computer e macchinari sostituiranno quasi un terzo del personale impiegato nel Regno Unito. Circa il 30% dei lavoratori, pari a circa 10 milioni di persone, potrebbero essere spazzati via dal mondo occupazionale entro il 2030  per via dell’utilizzo crescente dei robot nei processi produttivi.

È quanto emerge da una ricerca di PricewaterhouseCoopers sulle maggiori economie industrializzate, secondo cui la situazione appare ancora più drammatica negli Stati Uniti e in Germania, dove i processi di automazione in corso nel mercato del lavoro manderanno in fumo rispettivamente il 38 e il 35% dei posti. Più contenuto l’impatto in Giappone dove la percentuale si fermerà al 21%.

Il processo di automazione porterà in alcuni casi alla soppressione di alcuni posti di lavoro, ma potrebbe crearne anche di nuovi. In generale i più colpiti saranno gli uomini rispetto alle donne (il 35% contro il 26%), a causa del numero elevato di donne nei settori sociali che richiedono competenze ed istruzione e non possono essere rimpiazzati (non ancora per lo meno) dalle macchine.

I posti di lavoro più a rischio sono, infatti, quelli che richiedono un livello inferiore di studio per essere svolti, e come evidenzia lo studio in America ce ne sono più che in Europa e Asia.

Un esempio per tutti, l’automazione nel settore finanziario degli Usa è più probabile rispetto che in quello britannico, perché gli operatori di Londra lavorano su scala globale e quindi devono essere più preparati, mentre quelli di New York si concentrano sul mercato locale e hanno bisogno di meno conoscenze. In sostanza il rischio, o l’opportunità offerta dell’avvento dei robot, è più alta dove ci sono un numero maggiore di mansioni poco specialistiche e che non richiedono profonde conoscenze.

E pensare che ai paesi industrializzati potrebbe anche andare bene in confronto agli emergenti. In un’analisi della Banca Mondiale pubblicata l’anno scorso si prevede che quasi due terzi di tutti i posti di lavoro nelle nazioni in via di Sviluppo rischiano di andare perduti, perché i lavoratori potrebbero essere sostituiti da computer e macchinari.

Sempre stando ai risultati del rapporto di PricewaterhouseCoopers, i settori del mercato del lavoro dove l’avvento dell’automazione sarà più massiccio sono quelli dell’ospitalità, dei servizi alimentari, dei trasporti e dello stoccaggio.